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Il lago invaso dalla massa di fanghi e detriti durante l'apertura della galleria-scolmatore di Adige-Garda - foto frame video Facebook Visit Malcesine

Il lago invaso dalla massa di fanghi e detriti durante l'apertura della galleria-scolmatore di Adige-Garda - foto frame video Facebook Visit Malcesine

Fango in acqua, ma la presidente Gelmini difende il lago: «Il Garda non è una palude»

Lo scolmatore Adige-Garda è rimasto aperto circa 15 ore. La presidente della "Comunità del Garda" Gelmini ha voluto però tranquillizzare tutti sulle condizioni delle acque del lago, nonostante i fanghi e i detriti riversatisi al suo interno: «La qualità non è compromessa»

«Il Garda non è una palude». Ad affermarlo con fermezza è la Presidente della "Comunità del Garda" Mariastella Gelmini, la quale ha voluto fare chiarezza circa le reali condizioni delle acque lacustri, dopo l'insorgere della preoccupazione per la presenza massiva di fanghi e detriti a seguito dell'apertura della galleria-scolmatore Adige-Garda per fronteggiare l'emergenza maltempo.

L'evento meteorico dei giorni scorsi è stato eccezionale e il lago di Garda, come da più fronti sottolineato, si è sacrificato per tutelare la sicurezza idraulica della città di Verona. «Quanto è entrato dal Sarca e, per una quindicina di ore, dallo scolmatore Adige-Garda ha indubbiamente nuociuto al lago e alla sua immagine. - si legge nella nota stampa della "Comunità del Garda" - È in ogni caso presto per dire quanto tutto ciò abbia influito sulla qualità delle acque e le indagini limnologiche che saranno attivate nei prossimi mesi potranno fare chiarezza. Sicuramente l'ittiofauna dell'alto lago trentino ne risentirà, come già paventano alcuni pescatori».

Tuttavia la presidente della "Comunità del Garda" ha voluto scongiurare ogni facile allarmismo: «Danni a persone e cose sono stati evitati - ha dichiarato Maria Stella Gelmini - e la qualità delle acque, salvo smentita che solo analisi rigorose potranno dare, non è stata compromessa».

Va inoltre sottolineato il fatto che il fenomeno di acque limacciose riguarda solo una piccola porzione di lago, ed è previsto che presto tutto rientri nella normalità. Come già anticipato dal Presidente di ATS Garda Ambiente, Giovanni Peretti, una sorta di compensazione al cosiddetto "sacrificio del Garda", potrebbe arrivare dalle varie Regioni del Veneto, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento per le opere di collettazione e depurazione in progetto. 

Un plauso alle parole di Maria Stella Gelmini è giunto dal collega di Forza Italia e sindaco del Comune di Garda Davide Bendinelli, il quale in merito ha parlato di «puntualizzazione doverosa». Già nelle ore precedenti, molto polemico era stato il suo commento nei confronti di un articolo di giornale che titolava all'opposto «Il Garda è una palude». Una situazione che non corrisponde affatto alla verità, secondo il primo cittadino di Garda Davide Bendinelli, il quale ha spiegato: «Certo l’apertura della diga di Mori non è una cosa simpatica, sono arrivati detriti, rami, fango che si depositerà sul fondo incontrando altro fango già esistente, ma da lì a definire il lago di Garda "una palude" ce ne passa. E parecchio. La chiazza avvistata a Torbole e che poi è stata sospinta dal vento è lo scotto che il lago di Garda ha pagato per salvare Verona ed evitare l'esondazione dell'Adige. Ma non c'è nessun allarme. Nel giro di qualche giorno tutto tornerà alla normalità - ha quindi concluso Bendinelli - e tutti lavoreremo per ripristinare ciò che il maltempo ha rovinato o distrutto: spiagge, strade, parchi, giardini. Pensiamo invece che tutto sommato siamo stati fortunati perché siamo stati solo sfiorati dall’ondata di maltempo di due giorni fa».

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