Rubavano dalla cassa del negozio per cui lavoravano: commesse in manette

Secondo i carabinieri avevano messo a punto un sistema "collaudato" per appropriarsi del corrispettivo della merce venduta, che veniva poi inventariata come "verosimilmente sottratta"

I carabinieri di Sommacampagna a La Grande Mela

Per circa un anno avrebbero derubato il negozio per cui lavoravano, situato all'interno del centro commerciale La Grande Mela, ma i carabinieri della stazione di Sommacampagna sono riusciti a risalire a loro e a trarle in arresto con l'accusa di furto aggravato: si tratta di P.L., classe 1969, e M.N., classe 1966, entrambe italiane. 

Il controllo dei militari presso il centro commerciale è scattato nella giornata di sabato 8 febbraio e ha permesso di trovare le due donne in possesso di ben 2500 euro in contanti, che si ritiene fossero appena stati sottratti dall'attività in cui lavoravano. Secondo le indagini dell'Arma, le due avrebbero messo a punto una tecnica "collaudata" per riuscire ad arrotondare lo stipendio: questa consisterebbe nell'annullare gli scontrini fiscali della merce effettivamente venduta, per intascare la cifra corrispettiva che sarebbe dovuta finire in cassa. Il prodotto mancante poi sarebbe stato inventariato come "verosimilmente sottratto" dagli scaffali espositivi. 
L'attività investigativa però avrebbe permesso di smacherare le due e di appurare che questo sistema veniva attuato da quasi un anno: l'azienda infatti ha riscontrato un numero abnorme e sistematico di queste anomale operazioni "di cassa", che lasciavano ipotizzare un comportamento fraudolento finalizzato alla sottrazione di denaro, che è stato poi denunciato ai carabinieri. Ipotesi che sarebbe poi stata dimostrata anche attraverso le registrazioni di alcune telecamere poste all'interno del negozio, proprio per scoprire il motivo di questi ammanchi: esse infatti avrebbero ripreso le due nell'atto di prelevare il contante alla fine della giornata lavorativa.
Le forze dell'ordine hanno stimato che P.L. e M.N. si sarebbero impossessate rispettivamente di circa 42mila e 25mila euro.
L'arresto dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Verona nella persona della dottoressa Schiaffino, è stato convalidato dal gip Ferraro e le due commesse si trovano ora ristrette ai domiciliari nelle rispettive abitazioni. 

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