Gestiva una coltivazione di 443 piante di marijuana con una app: arrestato

I carabinieri di Cologna Veneta hanno scoperto una piantagione indoor di ganja all'interno di un capannone che si pensava abbandonato e che invece un 51enne aveva trasformato in una serra completamente automatizzata

Ai carabinieri della compagnia di Legnago ha detto che, essendo disoccupato, doveva in qualche modo arrotondare. Peccato che per farlo abbia costruito una piantagione indoor completamente automatizzata, e controllata con una app sul cellulare, dove stava coltivando 443 piante di marijuana
L'italiano classe 1966, è stato arrestato giovedì dai militari della stazione di Cologna Veneta: l'uomo, residente a Colognola ai Colli, non aveva precedenti specifici e dovrà rispondere di detenzione a fini di spaccio. 

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L'OPERAZIONE - Tutto è inziato da un particolare notato dagli uomini dell'Arma durante un servizio di perlustrazione del territorio: fuori da un vecchio capannone che si pensava abbandonato, una pattuglia ha visto che qualcuno aveva installato delle telecamere di sicurezza. Fatto piuttosto insolito visto che in teoria nell'area, che si trova a ridosso del centro abitato nelle vicinanze degli impianti sportivi, non c'era ninte da rubare, così i carabinieri hanno deciso di effettuare alcuni servizi di appostamento, osservazione e pedinamento, per comprendere cosa stesse succedendo. L'attività ha permesso così di scoprire le frequenti visite allo stabile del 51enne, che in un secondo momento è risultato essere in "affitto", e così è scattata l'irruzione. 

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LA SERRA - Una volta entrati i militari si sono trovati davanti ad una coltivazione da 443 piante in vaso di altezza media compresa tra il metro e il metro e mezzo, completamente automatica. Gli impianti di ventilazione, riscaldamento e illuminazione erano automatizzati, in maniera da rispettare il ciclo vitale dei vegetali, e controllabili tramite una app. L'uomo inoltre stava coltivando 9 varietà diverse di marijuana, per ognuna delle quali si era fatto inviare gli appositi fertilizzanti e prodotti nutritivi direttamente dalla Spagna, i quali venivano somministrati sempre in via automatica. Su una tabella aveva annotato tutti i nomi, per i quali aveva anche studiato un sistema di identificazione tramite alcune cannucce colorate. 

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Ma l'ingegno del 51enne non si è fermato qui. Uno dei problemi delle coltivazioni di ganja infatti, è il forte odore emanato dalle piante, che avrebbe potuto attirare l'attenzione di qualche curioso. Così il coltivatore, che poi ammetterà ai carabinieri della compagnia di Legnago di essersi costrutito tutto da solo, ha creato anche un impianto di aspirazione a carboni attivi, per depurare l'aria e risolvere così il problema. 
Le telecamere inoltre non erano state poste solamente all'esterno della struttura, ma anche al suo interno, così da poter verificare in ogni momento tramite la app che non si verificassero malfunzionamenti. Inoltre sono stati trovati altri vasi con dei semi già piantati e in attesa di essere inserito nel ciclo. 

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Una volta fermato, i carabinieri hanno quindi deciso di estendere la perquisizione alla sua abitazione, dove sono stati trovati 350 grammi di "erba" essiccata e pronta all'utilizzo o alla vendita. 

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Per la quantità di stupefacente trovato, questo "professionista delle coltivazioni" è stato quindi considerato un "grossista" e nei suoi confronti è quindi scattato l'arresto. Fotosegnalato nella caserma di Legango, è stato poi condotto al carcere di Montorio, dove è in attesa dell'udienza di convalida. 
 

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