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Collettore del Garda, ecco i primi 300mila euro ma le polemiche proseguono

Il denaro arriva dall’Azienda Gardesana Servizi per predisporre il progetto definitivo, mentre prosegue il botta e risposta tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sull'arrivo di fondi statali per l'opera

Trecento mila euro all’Azienda Gardesana Servizi per predisporre il progetto definitivo per la messa in sicurezza del sistema fognario dell’area gardesana. È quanto previsto nell’emendamento approvato dall’aula del Consiglio regionale.
“È importante definire una volta per tutte che il lago di Garda, la seconda area turistica del Veneto, necessita assolutamente e con urgenza di un intervento sul collettore, cioè il sistema fognario, che ormai non regge più e se non si interviene inizierà a breve a sversare liquami nelle acque contribuendo ad un progressivo e disastroso inquinamento”. Così il consigliere regionale tosiano Andrea Bassi commenta l’emendamento appena approvato dall’aula che era stato presentato ma poi ritirato dal consigliere Massimo Giorgetti e infine ripresentato dall’assessore all’Ambiente Giampaolo Bottacin con alcune migliorie. “Ho insistito perché l’emendamento fosse approvato e l'ho anche cofirmato, essendomi battuto da tempo per risolvere questo problema – spiega Bassi – è importante ed urgente ora procedere al più presto con la progettazione definitiva, dato che quella preliminare già esiste”.
Ringrazio il collega Giorgetti per aver portato all'attenzione del Consiglio la tematica e ringrazio l'assessore all'Ambiente Bottacin per l'attenzione dimostrata. Questi 300mila euro – conclude il tosiano – servono per impedire un rischio che potrebbe rivelarsi gravissimo per l’area gardesana e consentirà soprattutto di andare ad attingere nelle risorse messe a disposizione dello Stato per questo tipo di interventi, che ovviamente sono decisamente onerosi”.

Si dicono invece stupiti e amareggiati gli Onorevoli del Pd Zardini e Rotta, dopo essere stati messi al centro di alcune polemiche sull'opera, le quali sconfesserebbero l'arrivo di 130 milioni di euro da Roma per realizzarla. Ma i due democratici, a conferma dell'impegno del Governo, ricordano che il verbale di seduta che comprova la decisione del Cipe, è a disposizione di tutti i parlamentari e cittadini, sul sito internet del Comitato, dal 1° dicembre. 
Mancherebbe infatto solo un passaggio formale per la registrazione della Delibera alla Corte dei Conti, cui potrà seguire la pubblicazione e l'assegnazione effettiva del finanziamento.
"Abbiamo sostenuto con forza l'ipotesi di costituire l'Ats e la partecipazione nel cda del Sindaco di Brenzone Tommaso Bertoncelli e del Sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti come presidente, concordando la presidenza veronese coi colleghi bresciani, in ottica di alternanza con la presidenza della Comunità. Abbiamo sostenuto il progetto nato e prodotto dalle amministrazioni del territorio, dalle società di gestione del servizio e abbiamo accompagnato il Presidente Peretti alla Presidenza del Consiglio, presso l'unità di missione per il dissesto idrogeologico, per chiedere un forte contributo nazionale a sostegno di un'opera prioritaria e fondamentale per il futuro del più grande bacino d'acqua dolce italiano e uno dei siti più importante del paese per quantità di turisti. Abbiamo partecipato alla fondamentale riunione al ministero dell'ambiente dove con la dirigente Checcucci, presenti noi deputati Zardini e Rotta, i bresciani Gelmini e Galperti, abbiamo insistito sull'unicità e sull'emergenza della situazione del Garda. Lo straordinario risultato, che in trent'anni mai la politica e le regioni Veneto e Lombardia avevano ottenuto è stato l'ingente stanziamento necessario per rendere possibile l'opera. Capiamo che questo risultato di cui ci avochiamo interamente il merito, ringraziando il governo, possa dare noia a chi non solo non ha contribuito, ma ha osteggiato il progetto. E perció sorvoliamo su chi cerca di gettare discredito o trovare cavilli che smontino la sostanza o faccia aleggiare infondate paure. I soldi ci sono e sono destinati al nostro lago.
Ci fa piacere che, altrettanto, in molti apprezzino il risultato, anche se ci rammarica chi ancora pone dubbi, pur non avendo fatta nulla per risolverli. Anzi mettendo in dubbio la qualità di un progetto che dovrà ancora fare un lungo iter anche di valutazioni ambientali e coinvolgimento dei territori. Possiamo però fin d'ora sostenere che la filosofia è quella di togliere ogni rischio portando il collettore fuori dalle acque del lago e di avere un forte contributo statale per riuscire a realizzare l'opera che ora auspichiamo possa trovare il cofinanziamento delle Regioni. Per tale ragione la controproposta del Movimento 5 Stelle, oltre a non essere stata discussa con nessun Sindaco del territorio, ha il difetto di mantenere gli scarichi a lago, anche se dopo depurazione e questo è un'ipotesi che riteniamo inaccettabile perché possibili malfunzionamenti manterrebbero livelli di rischio non accettabili".

L'Onorevole del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati, continua a dirsi scettico sulle promesse fatte dai due e rilancia il proprio attacco, oltre all'idea nata in seno al gruppo grillino. 
"Nonostante la clamorosa sconfitta al referendum, il modus operandi del PD non muta, proseguendo con le solite promesse e pochi fatti concreti. Ultima passerella mediatica in ordine cronologico, quella del collettore. Tante le dichiarazioni piene di enfasi sull’arrivo dei fondi da parte dei deputati D’Arienzo, Rotta e Zardini ma alla fine, una data certa e l’iter che ne consegue non l’hanno spiegato, anzi, hanno fatto di tutto per sorvolare questo punto attaccando, senza basi concrete, il nostro progetto. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato un progetto nuovo alternativo all’attuale collettore; una soluzione meno dispendiosa e sicuramente più rispettosa dell’ambiente circostante perché, purtroppo, il progetto attuale riscontra troppe criticità. Da anni sosteniamo indispensabile separare le acque bianche da quelle nere sulle reti comunali, verificare il corretto trattamento dei reflui e porre in atto ogni attività idonea al controllo degli scarichi industriali abusivi. Vorremmo vedere realizzata al più presto una soluzione alternativa, fattibile che permette un intervento immediato, efficiente, meno costoso e sicuramente rispettoso dell’ambiente circostante".

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