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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Cocaina pura in auto, due malavitosi fermati sull'A22

Prosegue l'operazione "Arena Connection" di polizia e carabinieri per sgominare il traffico di droga

Un altro arresto congiunto di polizia e carabinieri di Legnago. Un altro tassello per risalire alla rete dello spaccio di cocaina purissima a Verona e provincia. Cinquanta grammi di polvere e 3600 euro in contanti il bilancio dell’ultima operazione che ha fermato due spacciatori considerati come livello intermedio del traffico di stupefacenti. Come in questo caso, a venire alla luce, man mano che le collaborazioni tra forze dell’ordine nell’ambito di “Arena connection” proseguono, sono i contatti tra pregiudicati, grossisti di stupefacenti, e pusher da strada che la droga la spacciano al dettaglio.

Circa un mese fa, il 6 maggio, a finire in manette erano stati Giorgio De Marchi, sessantunenne residente nel centro storico di Verona ma legato alla malavita del basso Veronese, e Luciano Pozza, cinquantacinquenne residente a San Giovanni Lupatoto. Su di loro gli occhi puntati, da tempo, degli investigatori della Squadra Mobile e dei militari della Compagnia di Legnago. In macchina, quando li avevano fermati a Zevio, avevano ritrovato duecento grammi di polvere bianca. Cocaina pura, pronta ad essere tagliata per aumentarne il volume e rivenderla “al minuto”. De Marchi e Pozza, già considerati pezzi grossi del traffico di droga, hanno preceduto in carcere di un mese altri due colleghi spacciatori, Giovanni Sguazzardo, pluripregiudicato di 49 anni nato a Riva del Garda ma residente a Torri del Benaco, e Matteo Pasotti, 33enne di Verona e residente a Garda.


“Altri due pesci grossi a finire in galera”, rassicurano gli uomini della questura. Un esito positivo grazie, ancora una volta, alle indagini “vecchio stile”, quelle, cioè, fatte di appostamenti e pedinamenti, osservazioni in borghese e sopralluoghi. L’indagine si è conclusa nella notte dell’8 giugno scorso, mentre Pasotti e Sguazzardo si trovavano in trasferta a Bardolino. “Eravamo alle loro calcagna da mesi- spiega il dirigente della Squadra Mobile, Giampaolo Trevisi-. Sospettavamo che i loro giri sul versante gardesano riguardassero qualcosa di più che una semplice giornata al lago tra amici. Li abbiamo seguiti in auto per un tratto dell’A22-garda Est, all’altezza di Affi. Quando hanno fatto tappa all’area di servizio, siamo intervenuti e li abbiamo bloccati”. I due erano a bordo della Fiat Punto intestata alla madre di Pasotti e la cocaina, 50 grammi avvolti nella carta velina, era nascosta sotto la leva del cambio. La perquisizione a casa del 33enne è riuscita a scovare bilancini di precisione e una confezione di mannitolo, composto usato solitamente per tagliare la droga. Dall’auto sotto casa sono poi emersi anche 3600 euro in contanti, considerati provento di spaccio. L’arresto per i due è stato convalidato nei giorni scorsi e si trovano entrambi al carcere di Montorio.

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