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Cocaina e marijuana a Cerea, insospettabili in manette

Cocaina e marijuana a Cerea, insospettabili in manette

Cocaina e marijuana a Cerea, insospettabili in manette

Ieri mattina l'arresto di una coppia di pusher: in auto avevano 106 grammi polvere pura

Prima i sospetti, poi le indagini di conferma e l’arresto. Due spacciatori “inusuali” sono stati arrestati ieri mattina a Cerea dal nucleo operativo dei carabinieri di Villafranca. Una coppia di incensurati, dal profilo criminale basso, non si facevano vedere troppo in giro e organizzavano il traffico dentro ad capannone edile in disuso sfruttato come deposito di droga. In manette, con l’accusa di detenzione di cocaina a fini di spaccio sono finiti due cittadini albanesi, L.Q. 29enne residente a Cerea e custode di una ditta di impianti elettrici a Badia Polesine, nel Rodigino, e A.R., 38 anni, di Casaleone. In loro possesso oltre un etto di cocaina pura pronta da tagliare e 6 piante di marijuana.

“Un’operazione nata per contrastare il minimo segnale di ritorno di droga nella Bassa- ha spiegato stamane il capitano dei carabinieri di Villafranca, Alberto Granà-. E ancora una volta siamo riusciti ad acciuffare esponenti a metà tra lo spaccio al minuto e i grossisti”. Gli sforzi dei militari si erano concentrati, ultimamente, nel contrasto al traffico di eroina, come testimonia l’ultima grossa operazione, di qualche mese fa, nel portare alla luce la fumeria di eroina di Castel D’Azzano frequentata anche da minorenni. La soddisfazione è stata doppia, perciò, quando a finire nella rete dell’Arma sono stati due spacciatori di medio livello, ben inseriti in società e sconosciuti agli investigatori, che compravano cocaina pura per rivenderla a prezzi maggiorati del 50 percento.


Tutto è partito da testimonianze di residenti fornite agli stessi militari. Il resto lo hanno fatto le indagini sul campo, quelle composte di appostamenti e monitoraggio dei movimenti dei due. “La mente dello spaccio era il 38enne- commenta Granà-. Si muoveva da casa solamente se il suo autista e socio di 29 anni lo andava a prendere con la Renault Clio. Quando il sospetto che nascondessero droga si è trasformato in conferma siamo intervenuti”. Il posto di blocco, organizzato con dieci carabinieri, è avvenuto ieri, in via Ferramosche a Cerea. In auto, nascosto nel vano portaoggetti, un sasso da 106 grammi di cocaina avvolto da nastro adesivo per pacchi. Portati in caserma per l’interrogatorio preliminare, i due hanno vuotato il sacco. Come deposito e centro logistico utilizzavano le camere di un vecchia rivendita di materiale edile in via Oppioli, sempre a Cerea, di proprietà di un ignaro veronese. Lì, con l’ausilio del reparto cinofilo della guardia di finanza in servizio all’aeroporto di Villafranca, sono emerse altre sei piantine di marijuana. Non ha portato a droga, invece, la perquisizione domiciliare nelle abitazioni dei due ma solo al sequestro di 8 telefoni cellulari e tre computer portatili. Da una prima analisi, la cocaina, acquistata da un grossista per una cifra tra i 6 e i 10mila euro, sarebbe stata rivenduta a 15mila sul mercato al dettaglio.

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