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Coca Cola, Rotta: "Garantito il diritto di tutti". M5S: "L'azienda batta un colpo"

La deputata del Pd ringrazia le autorità per aver risolto al meglio la situazione, Francesca Businarolo invece chiede all'azienda di assumersi le sue responsabilità, sia sulla vertenza sindacale, sia sul consumo di acqua

Sono profondamente grata al prefetto e al questore per avere, senza l’uso della forza ma con la loro paziente e competente professionalità, saputo risolvere al meglio la situazione della Coca Cola di Nogara. Per avere permesso lo svolgersi dei diritti di ognuno. 

Lo ha detto Alessia Rotta, deputata del Partito Democratico, dopo lo sgombero del tetto dello stabilimento di Nogara, dove da giorni era in atto una protesta dei lavoratori organizzata da Adl Cobas. 

Con la pacifica protesta di mercoledì si è garantito il diritto di manifestare, ma giovedì mattina, con lo sgombero dai tetti, si è garantito il ripristino del diritto al lavoro delle centinaia di addetti dello stabilimento, chiuso per la mancanza di sicurezza venutasi a creare con l’occupazione abusiva. 
Esprime soddisfazione anche il governo, il mio ringraziamento al viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova per il suo coinvolgimento attivo nella vertenza. Mi auguro ora che la vertenza sindacale di un solo sindacato si risolva, nel rispetto delle stesse regole sindacali e nella piena legittimità. La disponibilità a discutere e risolvere la situazione, senza privare di lavoro né di soddisfazione economica i lavoratori è già stata ampiamente dimostrata dalla parte datoriale, senza però entrare in un merito che non mi compete. 
Quello che resta sul tavolo della politica e che invece mi interessa è una discussione vera e profonda sul tema degli appalti e dei subappalti e delle cooperative. Tuttavia, credo che, in questo specifico caso, non fosse questo il tema in oggetto. I lavoratori sono stati piuttosto strumentalizzati - molti che manifestavano ieri non conoscevano neppure le ragioni della loro protesta - per altre ragioni di visibilità e trattativa non certo sui loro diritti in materia di lavoro. 

Chi invece offre un altro spunto per quanto riguarda la multinazionale e la sua fabbrica di Nogara, è Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle

Con lo sgombero del presidio sul tetto non si sono risolti i problemi della Coca Cola. L’azienda deve dare delle risposte credibili sullo sfruttamento delle risorse idriche, soprattutto dopo quello che è emerso dall’inchiesta di Report. Non possiamo permettere che le nostre falde finiscano prosciugate com’è accaduto nei paesi del terzo mondo. Su questa vicenda e sul fatto che mancano delle verifiche sulla presenza di Pfas nell'acqua utilizzata dallo stabilimento, abbiamo presentato oggi un’interrogazione in parlamento. Quanto alla protesta dei dipendenti, la questione è ancora tutta da chiarire e temo che cantare vittoria, come già fa qualcuno, sia quantomeno prematuro. Quel che è certo è che, anche in questo caso, Coca Cola deve battere un colpo, prendersi le sue responsabilità. Non può continuare a delegare ad altri, in questo caso agli appaltatori della logistica, il compito di spiegare quanto avviene nel proprio stabilimento.

Nonostante quindi la manifestazione si sia conclusa, la vertenza sindacale non ha ancora trovato il suo epilogo, così come il caso del consumo dell'acqua sollevato da Report. 

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