menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Class action, un bene per tutti

Class action, un bene per tutti

Class action, un bene per tutti

"E' segno di positivit: il soggetto danneggiato, pi debole, sar risarcito"

Il 1° gennaio entra in vigore l'Azione collettiva, la cosiddetta “Class Action”. La cronaca americana ne presenta moltissime, come quelle per i danni da tabacco o dalle truffe finanziarie. Abbiamo tutti un amico o un parente truffato per i crak Parmalat o Cirio. Per anni lo Stato non ha riconosciuto l’azione legale collettiva. Il ministro Bersani ha introdotto la Class Action nel 2006.

Il Governo Berlusconi ne ha rinviato per varie volte la sua entrata in vigore. Ma dal 1 gennaio coloro che si ritengono danneggiati da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti dannosi per una pluralità di utenti possono farsi risarcire dalle società che li hanno danneggiati. È una svolta di civiltà e una motivo di serenità per i consumatori. È segno di civiltà perché il soggetto danneggiato, sempre più debole di fronte ai colossi del credito e della telefonia, potrà ottenere un risarcimento.


Ed è motivo di serenità perché induce più prudenza in chi offre servizi ai consumatori, spesso spregiudicati pur di acquisire il cliente. Lo sappiamo dagli assalti quotidiani dei gestori telefonici. Ma anche chi gestisce il nostro risparmio sarà prudente nel proporci gli investimenti. Gli effetti sono vitali per la nostra economia: si accresce la propensione al risparmio, e si aumenta la disponibilità di risorse per l’economia. Ed anche per la Grande Finanza è bene sapere che, fuori dalla porta, c’è una Class Action da tenere lontana con la correttezza del proprio operato.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Casa

    Ristrutturare casa: come riconoscere un muro portante

  • social

    Boom del social fitness: come tenersi in forma da casa

  • social

    Concorso Volotea: VOTATE “VERONA FOR ALL”

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento