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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Citt sempre pi povera, redditi in caduta libera

Secondo i dati del ministero dell'Economia, in provincia, nel 2008, stipendi diminuiti del 2,6%

Il lavoratori veronesi se ne erano accorti da tempo che la crisi aveva colpito duramente i loro stipendi. Adesso a confermarlo c’è anche un’elaborazione sviluppata da Il Sole 24 Ore, che ha analizzato i dati del ministero dell’Economia relativi ai redditi dichiarati nel 2008. Da questo studio emerge che i veronesi due anni fa hanno guadagnato il 2,6% in meno rispetto al 2007. Una percentuale che fa pensare, soprattutto per il fatto che è relativa al 2008, anno nel quale la crisi non ha avuto risultati così devastanti sull’economia nostrana come durante il 2009. Questo dato va confrontato con il contesto regionale, nel quale il sistema Verona sembra ancora difendersi.

Il Veneto, infatti, è la regione che nel 2008 è stata maggiormente colpita dalla crisi, con una contrazione del prodotto interno lordo nel 2008 del 1,1% e con un abbassamento medio dei redditi di addirittura 4,8 punti percentuale rispetto al 2007. Un primato poco felice, visto e considerato che meglio del Veneto hanno fatto tutte le altre regioni italiane, con Marche al secondo posto (-4,3%) e Toscana al terzo (-2,6%). Tornando all’ambito prettamente regionale, possiamo notare come i redditi dei veronesi abbiano subito la contrazione minore. Peggio di noi Venezia e Rovigo, con una flessione rispetto al 2007 del 7%, poi Treviso (-5,6%), Vicenza (-4,9%), Padova (-4,8%) e infine Verona (-2,6%), che tra l’altro occupa anche la 23sima posizione tra le province italiane.

Il primo ad analizzare i dati sviluppati da Il Sole 24 Ore è stata la Cgia di Mestre attraverso il suo segretario Giuseppe Bortolussi: “Si tratta di un termometro molto eloquente sullo stato di salute del lavoro autonomo e della piccola impresa – aggiungendo, poi -. Non osiamo pensare cosa emergerà quando avremo in mano i dati delle dichiarazione dei rediti del 2009. Con una caduta del pil nel nostro territorio che è stata pari al 5,5% circa l’esito dovrebbe essere molto più pesante di quello emerso oggi”. C’è anche un velo di speranza nelle parole di Bortolussi, il quale aggiunge che tuttavia “le novità tecniche che verranno introdotte già da quest’anno, dovrebbero attutire in parte la batosta”.

A fargli eco è Fausto Sacchetto, assessore provinciale alle Attività produttive ed al Lavoro: “Dobbiamo considerare che si tratta di dati del 2008, anno nel quale a Verona la crisi ancora non si sentiva. È stato il 2009 l’anno nel quale abbiamo sofferto maggiormente, eppure sempre meno rispetto alle province vicine”. L’assessore poi ha voluto dare uno sguardo al futuro ed alla ripresa: “È indubbio che il mercato stia soffrendo, ma negli ultimi due mesi abbiamo registrato un allentamento della crisi. In maggio e giugno solo sei aziende hanno fatto richiesta di cassa integrazione straordinaria e di queste due hanno ritirato la richiesta perché hanno ricevuto nuovi ordinativi che hanno fatto riprendere il lavoro. Una ripresa consentirebbe una ripartenza dell’occupazione ed una conseguente crescita dei redditi medi pro capite”.


Molto preoccupato, invece, il consigliere regionale del Pd, nonché ex sindacalista, Roberto Fasoli: “Le medie ci dicono poco. La realtà è che questa crisi ha portato ad una vera e propria polarizzazione dei redditi. Ovvero, chi era già ricco guadagna di più e chi era povero porta a casa ancora meno rispetto a prima. Per uscire dalla crisi, che ha portato a problemi occupazionali i quali si sono inevitabilmente riflessi sugli stipendi, è necessario rilanciare i consumi. Questo può essere fatto diminuendo la pressione fiscale per le fasce di reddito più deboli ed aumentandola sugli stipendi più alti e sulle rendite fiscali”.

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