Citrobacter, provvedimento disciplinare alla direttrice della microbiologia

È stato inviato dal commissario dell'Aoui di Verona. Giuliana Lo Cascio ha la possibilità di replicare. Una volta letta la sua risposta, saranno prese le dovute decisioni da Francesco Cobello

Facciata dell'ospedale della donna e del bambino di Verona

L'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) ha preso un nuovo provvedimento disciplinare legato alla vicenda citrobacter. Ne ha dato notizia oggi, 13 settembre, Camilla Ferro su L'Arena, ma il provvedimento sarebbe stato inviato alla diretta interessata giorni fa. Non una sospensione, come quelle decise dal commissario Francesco Cobello per un primario e due dirigenti dell'Aoui, ma una contestazione disciplinare, con gravi addebiti, rivolta a Giuliana Lo Cascio, primario facente funzioni dell'unità operativa di microbiologia e virologia. Cobello avrebbe addebitato a Giuliana Lo Cascio dei comportamenti lesivi degli obblighi contrattuali che la legano all'azienda. Ora lei dovrà replicare e, una volta letta la sua risposta, Cobello agirà di conseguenza.

Sono diventati, dunque, quattro i soggetti che, secondo l'Aoui, potrebbero essere coinvolti nel triste caso del batterio killer. Un batterio che nell'ospedale della donna e del bambino di Verona avrebbe infettato circa 100 neonati, uccidendone 4 e lesionandone gravemente 9. I primi tre provvedimenti sono stati le sospensioni della direttrice sanitaria Chiara Bovo, della direttrice medico-ospedaliera Giovanna Ghirlanda e del primario di pediatria Paolo Biban, subito rimpiazzati con nuove nomine. Le iniziative del commissario Cobello non sembravano essere finite e infatti è arrivata in questa settimana la contestazione disciplinare a Giuliana Lo Cascio. Era lei la direttrice della microbiologia dell'Aoui. Quella microbiologia in cui sono stati analizzati i tamponi dei neonati, risultati poi essere contagiati dal citrobacter. I risultati di quei tamponi avrebbero dovuto far scattare una segnalazione ai vertici dell'azienda, che però di essere stati tenuti all'oscuro di tutto.

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