Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Citrobacter a Borgo Trento, il PD chiede spiegazioni e rassicurazioni

Per la bonifica, la terapia intensiva neonatale e pediatrica è stata spostata e il punto nascita rimane aperto solo per le emergenze. La Paglia: «Provvedimento che lascia spiazzati e pieni di interrogativi»

Ospedale di Borgo Trento (Foto Facebook - Aoui di Verona)

La consigliera regionale del Partito Democratico Annamaria Bigon ha presentato la richiesta di un'audizione urgente dei dirigenti della sanità regionale e del direttore dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona, dopo la chiusura dell'ospedale della mamma e del bambino di Borgo Trento.
Un chiusura provocata dalla scoperta di alcuni casi di citrobacter, un batterio capace anche di uccidere neonati in caso di infezione; come potrebbe essere successo a Nina, una bimba che potrebbe essere morta dopo aver contratto il Citrobacter nel reparto di terapia intensiva neonatale di Borgo Trento. Sulla decesso di Nina sono ancora in corso indagini, ma intanto l'Aoui ha deciso si spostare la terapia intensiva neonatale e pediatriaca nel padiglione 13 e di procedere alla bonifica dei locali del reparto. Uno spostamento che dovrebbe concludersi domani, 15 giugno. Inoltre, è stato anche chiuso il punto nascita, che sarà attivo solo per i parti di emergenza. Mentre le mamme in procinto di partorire vengono smistate negli ospedali vicini di Negrar, San Bonifacio e Villafranca.
«Bene il provvedimento di chiusura e le indagini portate avanti - ha commentato Bigon - Ma sento l'obbligo come donna e come politica di dare voce alla grande preoccupazione che oggi attraversa e condiziona le tante famiglie. Spiegazioni e rassicurazioni vanno date a chi ha partorito nell'ultimo anno alla maternità di Borgo Trento. Il fatto che ancora non si sia riuscito a debellare la presenza del citrobacter deve suonare in tutta la regione come un grido di allarme che non può cadere inascoltato e deve vedere spese le massime energie e impegno».

Lo spaesamento provocato da questa vicenda è stato descritto anche da un'altra donna del PD, la consigliera comunale Elisa La Paglia: «La chiusura improvvisa dei reparti di ostetricia dell'ospedale Borgo Trento lascia spiazzati e pieni di interrogativi, per i tempi e le modalità con cui è avvenuta. Se la chiusura e la bonifica dei reparti rappresenta una contromisura speriamo efficace, ci domandiamo se attuarla prima avrebbe evitato i casi ad oggi noti e perché le donne gestanti non siano state indirizzate, attraverso un percorso di accompagnamento pianificato e programmato verso altre strutture di ostetricia del territorio. Sapere da quanto tempo ci fosse la consapevolezza della presenza del citrobacter e cosa è stato fatto per debellarlo con la massima trasparenza è a mio modo di vedere di fondamentale importanza al fine di preservare il necessario legame di fiducia tra le donne gestanti e le strutture sanitarie».

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