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(Foto di repertorio)

(Foto di repertorio)

Caso citrobacter, batterio killer in un rubinetto dell'ospedale di Borgo Trento

Un'anticipazione svela parte dei contenuti della relazione realizzata dalla commissione ispettiva nominata dalla Regione Veneto per far chiarezza su una vicenda che ha coinvolto quasi 100 neonati

Oggi, 1 settembre, ha riaperto il punto nascita dell'ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento. Era stato chiuso il 12 giugno scorso per consentire un'approfondita bonifica degli ambienti in cui si erano annidato il citrobacter, un batterio che avrebbe infettato circa 96 neonati. Fra questi, 9 sono rimasti gravemente lesionati e 4 sono morti. Il primo caso di infezioni risalirebbe al 2018 e, per far luce su quanto è accaduto in questi due anni, sono state nominate due commissioni, una dall'ospedale e l'altra dalla Regione Veneto.

E la commissione nominata dalla Regione avrebbe consegnato la sua relazione sul cosiddetto caso citrobacter. Alcune anticipazioni sono state scritte proprio oggi da Michela Nicolusso Moro sul Corriere di Verona. Il batterio killer avrebbe colonizzato, insieme ad altri microrganismi, un rubinetto usato dal personale della terapia intensiva neonatale di Borgo Trento. I bambini sarebbero dunque stati infettati dall'acqua, ingerita insieme al latte mentre erano ricoverati.
Come il citrobacter sia arrivato a quel rubinetto è difficile da scoprire con esattezza. Sarebbe però arrivato dall'esterno, favorito dal fatto che alcune misure d'igiene non sarebbero state rispettate, o sarebbero state rispettate solo parzialmente. E per accertare le responsabilità è in corso anche l'indagine della Procura di Verona, a cui si sono rivolti alcuni genitori coinvolti in questa triste vicenda.

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