Citrobacter, la famiglia di un neonato contagiato presenta denuncia

Il piccolo è nato a Borgo Trento il 30 aprile scorso e dopo circa due settimane è stato chiesto il trasferimento, ma il batterio lo aveva già infettato. Reati ipotizzati: lesioni colpose ed epidemia colposa

L'ospedale di Borgo Trento (Foto Facebook Aoui di Verona)

Ieri, 31 luglio, è stata presentata in Procura a Verona una nuova querela legata la «caso citrobacter» divampato nell'ospedale di Borgo Trento a Verona ed in particolare nell'ospedale della donna e del bambino, dove il punto nascita è stato chiuso da quasi due mesi e dove sono al lavoro delle commissioni ispettive con l'incarico di far luce su quanto accaduto. E quanto è accaduto sembra essere davvero terribile, perché il batterio citrobacter avrebbe infettato una dozzina di neonati, causando la morte di alcuni alcuni di loro e lasciando altri con gravi disabilità.
Proprio i genitori di un bimbo contagiato dal batterio si sono rivolti all'avvocato veronese Guariente Guarienti ed hanno depositato ieri una denuncia a carico di ignoti, come riportato da Giampaolo Chavan su L'Arena. I reati ipotizzati sono lesioni colpose ed epidemia colposa.

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Nella denuncia viene riportato il racconto dei genitori a partire dal parto avvenuto il 30 aprile scorso. Un parto prematuro; il piccolo pesava solo un chilo e otto etti ed è stato portato nel reparto di terapia intensiva neonatale. Le sue condizioni, però, non sembravano preoccupanti. Circa due settimane più tardi, il papà e la mamma del neonato sono stati informati della presenza del citrobacter e del possibile rischio di contagio. Per questo è stato chiesto loro di trasferire urgentemente il bimbo in un altro ospedale. Il neonato è stato portato all'ospedale di Negrar, ma troppo tardi. Un test svolto nell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria ha confermato che il bambino era stato contagiato dal citrobacter. Le sue condizioni sono state costantemente monitorate e c'è la possibilità che il batterio non danneggi il cervello del bambino e non ne causi la morte. Al momento, non sono stati rilevati danni neurologici e non è stato necessario sottoporre il neonato a cure farmacologiche. Ma per i suoi genitori è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo, perché è difficile prevedere lo sviluppo di una situazione che potrebbe improvvisamente degenerare.

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