Citrobacter, destino segnato per una bimba infettata a Borgo Trento

Potrebbe essere la quarta vittima del batterio che si è annidato nell'ospedale di Verona e che dal 2018 ha provocato anche lesioni irreversibili ad altri neonati

(Foto generica di repertorio)

Tre neonati morti, quattro con gravi disabilità ed altri infettati che non dovrebbero aver riportato gravi conseguenze. Questi, al momento, sono gli esiti del «caso citrobacter» dell'ospedale di Borgo Trento a Verona. Esiti che, però, potrebbero aggravarsi, portando purtroppo ad un aumento dei bimbi deceduti. Nel frattempo, il punto nascita del nosocomio rimane chiuso, le terapie intensive neonatale e pediatrica sono state spostate e prosegue il lavoro delle Procure delle commissioni ispettive nominate dall'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) e dalla Regione Veneto per far luce su quanto accaduto.

Il citrobacter koseri è un batterio subdolo e insidioso che si è annidato nel principale ospedale del capoluogo, il punto di riferimento per tutta la provincia per curare neonati prematuri o a rischio. E proprio alcuni di questi piccoli sono stati infettati, riportando lesioni al cervello che hanno portato anche al decesso dei pazienti. Il primo caso è emerso nel 2018, l'Aoui ha proceduto ad una sanificazione che non ha risolto il problema, perché i casi si sono ripetuti anche l'anno scorso e quest'anno.

Finora i bimbi morti per infezione del citrobacter sono stati tre, ma se ne potrebbe aggiungere una quarta. La madre di questa bimba ha raccontato la sua storia a Camilla Ferro de L'Arena. I tanti esperti contattati dalla famiglia concordano sul fatto che la piccola si è aggravata. Un intervento alla testa non potrebbe migliorare le sue condizioni. Il suo destino sembra dunque segnato.
La bimba era nata il 4 marzo a Peschiera del Garda. Era prematura, pesava meno di due chili, ma fondamentalmente era sana ed era stata trasferita alla terapia intensiva neonatale di Borgo Trento per aiutarla nelle prime settimane di vita. Ma, dall'ospedale di Verona, la neonata è uscita dopo quasi tre mesi, infettata da quel citrobacter che la sta spegnendo.

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Niente potrebbe porre rimedio a quanto accaduto, ma la madre di questa piccola vittima esige quanto meno di conoscere la verità. Lo esige lei, insieme a tutte le altre famiglie coinvolte in questa tragedia. È già pronto un esposto che l'avvocato della famiglia dovrebbe presentare alla Procura di Verona nei prossimi giorni. Alla magistratura si chiedono risposte. Si chiede di sapere perché le madri e i padri non sono stati informati di queste infezioni cominciate dal 2018. E si chiede di sapere anche quanti sono stati i bimbi infettati dal citrobacter a Borgo Trento. Perché le loro infezioni potrebbero non essere solo dovute alla sfortuna.

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