Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Citrobacter a Borgo Trento, pool di esperti analizzerà ogni caso di contagio

La Procura di Verona è pronta ad affidare una maxi consulenza per ottenere elementi in grado di riconoscere le singole responsabilità ai sette indagati per omicidio colposo e per lesioni colpose gravi e gravissime in ambito sanitario

«Piena fiducia nella magistratura e certa che l'accusa sarà sostenuta davanti ai giudici e che giustizia verrà fatta per i nostri bambini». Francesca Frezza è la mamma di Nina, uno dei quattro neonati morti per infezione da citrobacter. Infezione avvenuta all'interno dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Sul suo profilo Facebook, Francesca Frezza ha espresso fiducia nella magistratura in quello che lei stessa ha definito «un giorno importante». Un giorno importante perché la Procura di Verona ha scritto sette nomi nel registro degli indagati per il "caso citrobacter". Le accuse sono omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime in ambito sanitario.
La tesi degli inquirenti è che sarebbe stato possibile evitare che il focolaio di citrobacter koseri si diffondesse dal 2018 al 2020, arrivando a contagiare 89 bambini, secondo la stima della commissione ispettiva regionale. I neonati sarebbero entrati in contatto col batterio attraverso l'acqua usata per idratare il latte in polvere. Era infatti nascosto in un rubinetto il citrobacter che ha ucciso quattro bambini e che ha provocato lesioni irreversibili ad altri bimbi contagiati.

E per arrivare al «giorno importante» dell'individuazione dei sette indagati, il lavoro della Procura è stato tanto. Un lavoro che ancora non è finito e che presto sarà affidato ad un gruppo di esperti. Come spiegato dalla procuratrice di Verona Angela Barbaglio a Laura Tedesco del Corriere di Verona, la Procura è in procinto di avvalersi di una maxi consulenza. Il compito del pool di specialisti sarà quello di analizzare ogni singolo caso di contagio da citrobacter avvenuto a Borgo Trento. Con questa analisi, la Procura dovrebbe avere in mano abbastanza elementi per ricostruire la vicenda e soprattutto per riconoscere le singole responsabilità ai sette indagati. Indagati che in questa maxi consulenza potranno avvalersi di un proprio perito di parte.

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