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Responsabili di cinque rapine in farmacia, vengono scoperti dalla polizia

La squadra mobile ha notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere ai danni di altrettante persone, per dei colpi messi a segno in città tra il mese di maggio e luglio 2016

Tra maggio e luglio 2016 misero a segno cinque colpi ai danni di alcune farmacie di Verona, ma alla fine gli uomini della questura sono riusciti a risalire alla loro identità. Fondamentali per le indagini condotte dalla squadra mobile, i filmati delle telecamere di sorveglianza delle attività, che hanno permesso agli investigatori di trovare i punti in comune tra le varie rapine. 

LE RAPINE - Il primo colpo venne messo a segno il 13 maggio 2016 nella farmacia Armani di via Tanaro, dove due uomini entrarono intorno alle 18.40 con addosso casco, occhiali da sole scuri, scarpe ginniche e felpa: un abbigliamento che non lasciava scoperta alcune parte del corpo, mentre uno dei due impugnava una pistola. Incuranti della decina di persone presenti all'interno, al grido di "Questa è una rapina!", i due malviventi si sono fatti consegnare i 3200 euro d'incasso per scappare poi a bordo di uno scooter parcheggiato nella vicina via Tevere. 

La seconda rapina è andata in scena il 30 maggio 2016, alle 18.15, nella farmacia Sant'Anna di via Da Mosto. Senza casco ma con un cappuccio in testa, e bardati come il colpo precedente, i due criminali nll'occasione si fecero consegnare circa 500 euro sotto la minaccia di un taglierino, per poi scppare a piedi. 

ll 21 giugno, alle 18.20, i malviventi hanno colpito per la terza volta nella farmacia di via Berardi, nella quale sono entrati con cappello e occhiali scuri, taglierino alla mano, per farsi consegnare i circa 900 euro presenti e tagliare poi la corda a piedi. 

Il 4 luglio è stata poi la volta della farmacia Borgo Nuovo di via Taormina, nella quale i rapinatori sono entrati armati di coltello da cucina e a volto sempre travisato, ottenendo un bottino di circa 500 euro per poi far perdere le proprie tracce in bicicletta. 

Infine l'11 luglio, alle 12.15, con taglierino e volto nascosto da casco e occhiali, i due hanno fatto irruzione nella farmacia San Massimo di via Trevisani, dalla quale si sono allontanati a bordo di uno scooter di colore chiaro con 1300 euro circa. 

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Le denunce presentate alle forze di polizia hanno subito mostrato agli inquirenti di avere alcuni punti in comune: si trattava sempre di due persone, una di circa 1.65 metri e l'altra di 1.75, entrambe di corporatura magra, che colpivano sempre intorno agli orari di chiusura, utilizzando armi e mezzi per la fuga spesso simili. 
La squadra mobile allora ha ipotizzato che i rapinatori potessero avere la propria base logistica in una zona vicina alle farmacie colpite ed è partita così un attività di ricerca degli individui, basandosi anche su filmati delle telecamere, che avevano raccolto due indizi precisi: un vistoso tatuaggio sull'avambraccio sinistro dell'uomo più alto (che si vede solamente nel quarto colpo) e lo scooter Aprilia Scarabeo di colore giallo sul quale si allontanano. 

Nel frattempo, O.S., veronese del 1987, e G.B., brindisino del 1970 e residente a Verona, venivano arrestati il 20 luglio dopo un nuovo colpo alla farmacia di via Trevisani, eseguito con le stesse modalità (casco, occhiali da sole e taglierino) e che avrebbe fruttato loro circa 300 euro, se non fosse che una volta usciti sono stati bloccati ed arrestati in flagranza di reato dagli operatori della squadra mobile. 

Le indagini infatti avevano portato gli uomini della questura ad indicare il Saval come possibile zona di ritrovo dei criminali: i controlli e le ricerche degli investigatori poi, hanno permesso di accertare che si trattava effettivamente dei due. La perquisizione domiciliare che ne è seguita, ha permesso di trovare altri elementi utili ad incriminare i rapinatori, come i capi d'abbigliamento e il motorino utilizzato, risultato compendio di furto.

Concordando quindi con i risultati delle indagini, l'11 maggio 2017 il gip del tribunale di Verona, Giuliana Franciosi, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due, riconosciuti come i responsabili delle cinque rapine citate. 
Il giorno seguente ai due è stato notificato il proveddimento mentre già si trovavano rinchiusi in galera, in seguito alla condanna di primo grado a 4 anni, per il colpo del 20 luglio in via Trevisani. 

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