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Malcesine, verso la chiusura del Pronto soccorso: battaglia alla Regione

Federalberghi e Confcommercio dicono no alla soppressione del pronto soccorso e alla riduzione delle attività dell’ospedale: "Potenziate invece i servizi di riabilitazione il turismo sanitario nell’Alto lago"

Le sorti dell’ospedale di Malcesine sono in mano alla Giunta regionale che prevede una riduzione dei posti letto e la chiusura del Pronto soccorso, un servizio ritenuto estremamente importante in ambito turistico per il bacino del medio-alto lago. Per esprimere le preoccupazioni di albergatori, ristoratori, pubblici esercenti, agenti di viaggio e farsi portavoce delle loro proposte, Federalberghi Garda Veneto e Confcommercio Verona hanno interpellato la quinta Commissione regionale con la quale si sono confrontati la scorsa settimana a Palazzo Ferro Fini a Venezia. Il presidente di Federalberghi Garda Veneto Corrado Bertoncelli, accompagnato dal direttore Giovanni Altomare e Giorgio Sartori direttore generale di Confcommercio Verona hanno chiesto che all’ospedale di Malcesine venga mantenuto il punto di Primo intervento, fondamentale per la sicurezza degli ospiti e dei residenti, e hanno affrontato l’argomento del turismo sanitario che potrebbe essere incrementato sviluppando l’attività del centro di riabilitazione ortopedica e cardiologica.

Località come Malcesine e la Val di Sogno potrebbero in questo modo attirare, grazie ad una posizione e un clima ideali, pazienti non solo italiani, ma anche austriaci o tedeschi. Al termine dell’audizione, ai componenti della commissione è stato lasciato un documento firmato dai presidenti di Confcommercio, Paolo Arena, e di Federalberghi Garda-Veneto, Corrado Bertoncelli, con le richieste delle due realtà di categoria. “E’ pura follia - spiega Bertoncelli - immaginare che in un territorio turisticamente rilevante come l’alto lago e in particolare a Malcesine possa mancare un presidio di Pronto soccorso. Le richieste degli albergatori sono simili a quelle dei sindaci della zona e cioè una piena attività della struttura sanitaria di Malcesine, l’unica nel raggio di parecchi chilometri. Auspichiamo inoltre un potenziamento dei servizi riabilitativi che rappresenterebbe, per Malcesine e per tutta la zona limitrofa, una bella opportunità di business attraverso il turismo sanitario. Altre località turistiche, sicuramente non altrettanto caratteristiche, da tempo hanno attivato pacchetti soggiorno legati alle cure mediche o riabilitative incrementando, in questo modo, lo sviluppo turistico"

“Il turismo - spiega invece Arena - in questa fase di perdurante crisi economica, è uno dei pochi settori che tiene le posizioni sebbene cominci a risentire delle conseguenze della congiuntura, che si manifesta in particolare con un rallentamento degli arrivi e delle presenze di ospiti italiani. Sarebbe quindi estremamente nocivo per l’area dell’alto Garda, e non solo, il ridimensionamento dell’ospedale di Malcesine, importante presidio e potenziale strumento di richiamo, anche alla luce del fatto che il 25 ottobre scatterà la libera circolazione dei pazienti europei per le cure sanitarie”.

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