Chiusi gli impianti di risalita di S. Giorgio da un'interdittiva antimafia del prefetto

Il provvedimento è rivolto al 18enne socio unico della "G&A", società che si è aggiudicata la gestione degli impianti che non ha presentato tutta la documentazione

Mancava la neve, ma mancava anche il certificato antimafia per la "G&A", gestore degli impianti di risalita di San Giorgio. Nei giorni scorsi la neve è arrivata, ma il certificato no, così Salvatore Mulas, prefetto di Verona, ha firmato un'interdittiva antimafia, chiudendo di fatto gli impianti. Lo riporta TGVerona, secondo cui l'interdittiva è rivolta al 18enne socio unico della società che si è aggiudicata il bando per la gestione. Bando nato a seguito della messa in liquidazione della società del padre del 18enne, anche lui colpito da un'interdittiva antimafia, che per due stagioni aveva ottenuto l'affitto degli impianti di risalita.

Gli impianti erano già fermi proprio per la mancanza di alcuni documenti, come appunto il certificato antimafia, ed erano arrivate all'amministratore unico della società sanzioni di mille euro notificate dai Carabinieri. 

E ora per gli amanti dello sci non resta che la funivia di Malcesine sul Baldo.

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