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Un chilo di cocaina nascosta nei giocattoli: fratello e sorella in manette

Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di risalire alla donna residente a Monzambano e all'appartamento che non risultava essere il suo domicilio, all'interno del quale è stato trovato il suo parente e anche la droga

Un altro bel colpo al traffico di stupefacenti è stato inferto nei giorni scorsi dalla Squadra Mobile di Verona, che ha sequestrato circa 1 chilogrammo di cocaina e messo le manette ai polsi di due persone. 

Tutto ha prteso il via con una notizia giunta negli uffici di lungadige Galtarossa, secondo la quale una coppia di stranieri si trovava in possesso di un ingente quantitativo di droga da immettere sul mercato della zona di Peschiera del Garda. A quel punto si è messa in moto la sezione Narcotici, che ha iniziato a raccogliere maggiori informazioni a riguardo, che l'hanno portata a sospettare che la sostanza in questione potesse essere cocaina, in possesso di una 29enne residente a Monzambano, M.E.P., di origini romene. 
Hanno preso il via così le operazioni di pedinamento e osservazione, che hanno portato gli agenti a scoprire che oltre alla propria abitazione, la donna entrava spesso in un'altra casa, che si rivelerà essere poi intestata a lei. 

La mattina del 22 dicembre è scattata quindi la perquisizione domiciliare. In casa i poliziotti hanno trovato in camera da letto il fratello di lei, N.E.P., di 25 anni, che in quel momento non era vestito: quando le forze dell'ordine gli hanno chiesto di ricomporsi per partecipare alle verifiche, in tutta risposta il romeno ha preso in mano una maglietta e ha cercato di scappare, facendo però poca strada. Una volta bloccato, gli agenti hanno scoperto che dentro il capo di abbigliamento era stato nascosto un involucro con circa 60 grammi di cocaina in sasso. Le operazioni hanno portato poi alla luce il resto dello stupefacente, 1 chilogrammo circa di alta qualità e del valore stimato di 80mila euro, nascosto dentro alcuni giocattoli per bambini, mentre nel resto della casa è stato trovato un bilancino di precisione, del materiale per il confezionamento e una tavoletta di hashish da quasi 57 grammi, occultata nella giacca del 25enne. 

Per entrambi quindi sono scattate le manette per detenzione in concorso ai fini spaccio di sostanza stupefacente e mercoledì mattina sono comparsi davanti al giudice, che ha convalidato l'arresto per entrambi: N.E.P., in Italia da pochi giorni, attenderà agli arresti domiciliari l'inizio del processo, mentre la sorella, M.E.P., da anni oramai sul suolo nazionale e priva di un lavoro stabile, è stata rimessa in libertà ma a sua volta dovrà comparire in tribunale. 

Le indagini delle Polizia però non finiscono qua, con l'obiettivo di scoprire chi abbia fornito lo stupefacente e a chi era diretto. 

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