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Un magnete fa scattare il vano segreto in auto: dentro un chilo di cocaina

Un 30enne di origini romene è stato arrestato dai carabinieri di Verona: a far scattare il controllo è stata una manovra sbagliata e una nota della polizia romena sulla targa del veicolo

 

Da una manovra maldestra compiuta con l'automobile è scattato il controllo dei carabinieri, che ha portato poi alla luce la sostanza stupefacente e l'ingegnoso metodo per nasconderla sul veicolo. Nella mattinata di venerdì 24 gennaio, i militari della stazione di Verona hanno tratto in arresto un 30enne di origini romene e residente nella zona di Macerata con alle spalle alcuni piccoli precedenti, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: sulla Peugeot che guidava infatti sono stati trovati 1.1 chili di cocaina. 

IL CONTROLLO - Quella mattina i carabinieri stavano svolgendo il consueto servizio di perlustrazione, utile a contrastare il fenomeno dei furti in abitazione, quando hanno notato una vettura in via Arrigo Boito, nel quartiere di borgo Venezia. L'auto aveva probabilmente sbagliato strada e per errore aveva imboccato un tratto in contromano. Si trattava di una Peugeot con targa italiana e condotta dal 30enne romeno, il quale è apparso agli operatori un po' spaesato: dai primi controlli tutto sembrava in ordine, ma una segnalazione proveniente dalla Romania emersa dalla banca dati delle forze dell'ordine, chiedeva una verifica proprio su quella targa e sui suoi spostamenti. 
I carabinieri allora hanno invitato l'uomo a seguirli in caserma, ma ad un certo punto hanno notato un casco da moto appoggiato per terra, davanti al sedile del passeggero, con uno strano involucro sotto. Nel pacchetto era presente una polvere bianca, che le successive analisi confermeranno essere cocaina (del peso complessivo di circa un etto), dando così il via a controlli molto più approfonditi. Sempre sulla vettura è stato trovato un piccolo magnete ed un cacciavite torx, che si adattava a tutte le viti presenti sulla Peugeot. 

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Sospettando che qualche parte dell'auto potesse essere stata smontata per nascondere qualcosa, magari dell'altro stupefacente, gli uomini dell'Arma hanno controllato ogni centimetro del veicolo, notando infine che mancava una vite dallo schienale del sedile del passeggero. La loro attenzione si è dunque concentrata su quel punto, portandoli a scoprire una cerniera insolita che non avrebbe dovuto esserci, la quale apriva ad uno spazio nascosto dietro il sedile: forzando l'apertura trovata, i carabinieri sono riusciti a portarlo definitivamente alla luce (come mostra il video in alto), insieme al meccanismo che ne avrebbe permesso l'apertura a chi sapeva come innescarlo e ad una panetto di cocaina del peso di un chilogrammi. 

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IL DISPOSITIVO - Una volta scoperto il doppio fondo, i carabinieri lo hanno analizzato accuratamente per comprendere come era stato realizzato ed il suo funzionamento. Tolto l'airbag che sarebbe stato presente al suo posto, l'ingegnoso costruttore ha utilizzato la chiusura di un cancello e un sistema d'allarme per preparare un dispositivo invisibile, che dava accesso al vano: per farlo scattare il motore dell'auto doveva essere accesso e occorreva avvicinare il magnete trovato ad un determinato punto (come mostra il video nel corpo dell'articolo). Chiudendo così il circuito elettrico, il doppio fondo si rivelava automaticamente insieme al suo contenuto, mentre in caso di mal funzionamento si poteva utilizzare un filo, a prima vista innocuo, che era stato predisposto come "apertura di emergenza". 

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IN CARCERE - Per il 30enne dunque sono scattate le manette e nella mattinata di lunedì il giudice ha convalidato il provvedimento, dispondendo la custodia cautelare in carcere. Le indagini dei militari in ogni caso proseguono per capire chi fosse il destinatario della droga, che probabilmente doveva essere immessa sul mercato scaligero. Per quanto riguarda il veicolo risulterebbe intestato ad un uomo della zona di residenza del romeno, il quale ne avrebbe anche altri a suo nome: gli accertamenti quindi riguarderanno anche lui. 

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