Dormiva con quattro chili di marijuana sotto il letto, arrestato 19enne

Il giovane viveva con mamma e papà a Cerea, è incensurato ed è stato fermato dai carabinieri a Legnago. I militari lo hanno trovato in possesso di stupefacenti ed hanno trovato il resto nella sua abitazione

Foto di repertorio

Un 19enne di origine marocchina, residente a Cerea ed incensurato è stato arrestato lunedì sera, 18 novembre, intorno alle 23, in zona Porto a Legnago. Il giovane è rimasto a lungo a bordo della sua Mini One verde parcheggiata in via Calabria, tanto da insospettire i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Legnago. Sottoposto a controllo, il ragazzo, le cui iniziali sono Y.E.H., è stato trovato in possesso di oltre un etto di marijuana, nascosta in una borsa, e di poco più di due grammi di hashish, trovati nel giubbotto insieme ad altra marijuana e a 1.600 euro in contanti. Soldi che per i militari sono stati guadagnati illecitamente dal 19enne attraverso lo spaccio di stupefacenti.

Il controllo dei carabinieri è poi proseguito nell'abitazione di Y.E.H, il quale vive con i suoi genitori. Sotto il suo letto, i militari hanno trovato un borsone contenete più di quattro chilogrammi di marijuana. Lo stupefacente era conservato sottovuoto e suddiviso in vari pacchetti: due pacchi da un chilo ciascuno ed altri pacchettini da uno o da mezzo etto.
Tutti gli stupefacenti trovati sono stati sequestrati.

Il 19enne, in sostanza, conduceva una doppia vita. Lavorava onestamente come operaio, ma arrotondava smerciando stupefacenti. Una doppia vita che i suoi genitori hanno dichiarato di non conoscere. È probabile che Y.E.H. fosse il rifornitore di vari pusher, dato il grosso quantitativo di marijuana che aveva in casa. Ed è possibile anche che la droga fosse destinata ad una clientela molto giovane. Il ragazzo, infatti, è stato fermato in una zona prossima a molti istituti scolastici e in un orario in cui solitamente terminano i corsi delle scuole serali.

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Y.E.H. è stato rinchiuso fino alla convalida dell'arresto, arrivata ieri, 20 novembre, nel tribunale di Verona. Il giudice, fino alla celebrazione del processo, ha disposto gli arresti domiciliari per il 19enne.

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