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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Centro storico / Via dello Zappatore

Processo per la rapina al museo di Castelvecchio, chieste condanne severe

10 anni per la guardia giurata, 12 per il fratello e 6 per la compagna. Queste alcune delle richieste avanzate dal sostituto procuratore durante la prima udienza

Se la giustizia italiana è ritenuta lenta, forse la diplomazia lo è ancora di più. A meno di un anno dalla rapina compiuta al museo veronese di Castelvecchio, è cominciato il processo a sei responsabili, sono arrivate subito le prime condanne, mentre i quadri restano ancora a Kiev senza una data certa sul loro rientro in Italia.

Dei sei imputati, due hanno già patteggiato la pena, mentre per gli altri quattro si procederà con il rito abbreviato. Tra questi quattro c'è la guardia giurata che dall'interno del museo aiutò i rapinatori, suo fratello gemello, la sua compagna moldava e un altro cittadino moldavo che trasporto i quadri rubati da Verona fino a Brescia, poi da lì furono fatti sparire all'estero. Per loro, il sostituto procuratore ha chiesto condanne severe, come scritto da Fabiana Marcolini su L'Arena: dieci anni di carcere per la guardia giurata, dodici anni e quattro mesi per il fratello gemello, sei anni e due mesi per la compagna e cinque anni per l'altro moldavo al processo, che ha tentato di difendersi dicendo di non avere nulla a che fare con la rapina e che non sapeva cosa stesse trasportando la sera in cui porto le tele rubate fino a Brescia.

La guardia giurata ha ammesso di aver collaborato e di averlo fatto per soldi, ma di non essere lui l'ideatore della rapina.

Prossima udienza: il 7 novembre.

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