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Cronaca Legnago / Via XX Settembre

Cerca di rubare la pistola ai carabinieri, poi li minaccia e inneggia all'Isis

I militari del Norm di Legnago sono interventi presso la stazione su avviso del personale ferroviario, che li aveva avvisati che uno straniero sul treno Monselice-Padova stava provocando problemi a passeggeri e lavoratori

Il personale ferroviario in servizio sul treno Monselice (PD) - Mantova, ha avvisato i carabinieri di Legnago che un passeggero straniero stava creando diversi problemi a passeggeri e dipendenti, così i militari del Norm legnaghese si sono recati alla stazione intorno alle 18.50 del 20 luglio. 
Non appena il convoglio si è fermato allo scalo ferroviario, due carabinieri vi sono saliti a bordo, individuando in fretta il giovane e invitandolo a scendere. Messo piede sulla banchina, gli uomini dell'Arma hanno chiesto al nordafricano di mostrargli i documenti, ma questi in tutta risposta ha iniziato a minacciarli per passare poi alle vie di fatto, aggrendendo un appuntato con lo scopo di impossessarsi della pistola di servizio riposta nella fondina appesa al cinturone: l'azione dell'aggressore è stata repentina e violenta, tanto che è riuscito a strappare il passante di cuoio della fondina, ma la reazione del carabiniere ha vanificato i suoi tentativi e alla fine l'uomo è stato immobilizzato a terra e ammanettato. Nella colluttazione l'appuntato è stato anche ferito dallo straniero, che lo ha morsicato all'avambraccio sinistro al punto da causargli una lesione lacero-contusa, che verrà poi giudicata guaribile in 7 giorni dai sanitari del Pronto Soccorso. 
L'arrestato era privo di documenti e successivamente è stato identificato in Fathi Jwadi, nato in Tunisia il 4 maggio 1985, pluripregiudicato, in Italia senza fissa dimora e lavoro. 

Nonostante le manette ai polsi però, Jwadi non si è affatto tranquillizzato, continuando ad insultare i carabinieri ("teste di cxxxo", "bastardi" e altro), arrivando ad ineggiare al terrorismo islamico e minacciare di far saltare in aria una bomba: un comportamento che ha mantenuto anche dopo la cattura nel comando legnaghese. 
Catturato dagli uomini del luogotenente Mauro Tenani e del maresciallo capo Roberto Zanoli con le accuse di tentata rapina, resistenza, lesioni e oltraggio a Pubblico Ufficiale, è rimasto nelle celle di sicurezza della stazione di Legnago, così come disposto da sostituto Procuratore della Repubblica Marco Zenatelli, in attesa dell'udienza per direttissima che si è tenuta nella mattinata di giovedì.
Il giudice Claudio Prota, una volta convalidato il provvedimento, lo ha condannato a dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, e all'allontamento dalla provincia di Verona. 

Si tratta del secondo episodio che si verifica in pochi giorni allo scalo ferroviario legnaghese, dopo quello del 15 luglio in cui un marocchino aveva molestato una ragazza di 20 anni appena scesa dal treno e nel quale rimasero feriti altri due militari. 

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