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Anche L'Officina difende il 17enne denunciato per discriminazione razziale

Il centro politico e culturale si schiera dalla parte del giovane che aveva srotolato lo striscione con la scritta "No Refugees Welcome"

Il centro politico e culturale veronese L'Officina interviene sul tema dell'immigrazione. Lo fa a una settimana dalla notizia della denuncia di un 17enne che aveva esposto uno striscione di Forza Nuova con la scritta "No refugees welcome".

"La semantica del politicamente corretto ha cambiato le parole - si legge nel messaggio dell'Officina - Ciò che viene spacciato per emergenza è in realtà l’attuazione di un progetto di sostituzione dei popoli. Meglio realizzare proposte concrete come aiutare gli immigrati a casa loro con i soldi risparmiati per salvarli e con quelli utilizzati per inutili missioni militari all’estero. Avremmo fondi per costruire infrastrutture ed intere città in Africa, come l’Italia ha già fatto nel '900. Ma la situazione intanto peggiora, non solo nei numeri, ma in modo ancor più preoccupante nell’atteggiamento delle istituzioni e di chi, anche a livello locale, le rappresenta".

A difesa del 17enne L'Officina scrive: "La striscione non è contro il singolo profugo o clandestino, ma contro l’immigrazione incontrollata. Gli sbarchi non sono altro che la conseguenza del vero problema: il progetto mondialista di sostituzione della popolazione che i nostri governanti stanno eseguendo come un compitino. Quello slogan non è contro qualcuno, ma contro l’immigrazione incontrollata, presentata come ineluttabile, ma che ineluttabile non è perché, prima o poi, la rivolta scoppierà".

"Gli immigrati sono solo gli strumenti della sostituzione demografica, più o meno inconsapevoli, ma sicuramente costosi e a volte arroganti, esigenti, dannosi - conclude la lettera - Ed è importante che a ribellarsi siano i padri di famiglia, i colletti bianchi, la gente normale perché sarà più difficile per il magistrato di turno dire che si tratta del solito ragazzino fascista esaltato, becero tifoso dell’Hellas. No, qui c’è un popolo che si sta rivoltando. Sono solo le prime scintille. Se non la smettono di far arrivare immigrati, potrebbero diventare un fuoco".

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