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Centro clandestini senza permesso di soggiorno

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Tosi lo vuole a Verona ma finir a Bovolone, dove il sindaco dice no

Sui Centri di identificazione ed espulsione, noti alle cronache come Cie, è bagarre. E che bagarre. Sì, perché se Verona e provincia paiono essere al centro dell’interesse del Ministero dell’Interno, resta tutto da capire dove il Cie potrebbe essere realmente realizzato.

Anche perché mentre il sindaco scaligero Flavio Tosi sta pesantemente candidando la sua città come sede di uno di quegli spazi in cui si dovrebbero mettere in pratica alcune delle misure più importanti contro l’immigrazione clandestina, in provincia invece i Cie destano più di qualche preoccupazione. A fronte del fatto che il primo cittadino scaligero è arrivato anche a polemizzare con il suo omologo veneziano Giorgio Orsoni (Pd), che aveva parlato di veto ai Cie in laguna, pur di confermare di essere pronto ad ospitarne uno a Verona, e delle previsioni che identificherebbero come possibile sede del centro Villafranca, non si può dimenticare che da molto tempo fra i Comuni “papabili” c’è Bovolone. Bovolone che ospita una base dell’aereonautica destinata alla dismissione che sarebbe perfetta.

Tanto che secondo alcuni questa è sin dall’inizio la prima scelta del ministero. Il sindaco Riccardo Fagnani, anche lui leghista come Tosi, spiega però di non essere per il si. Quantomeno di non esserlo a priori. “Sarebbe poco serio esprimere qualsiasi parere alla cieca”, afferma. “Considerato che una realizzazione di questo tipo comporterebbe inevitabilmente delle conseguenze per il paese, prima di dire qualsiasi cosa io voglio vedere un progetto ed avere delle garanzie sulla sicurezza. Comunque, in previsione della possibile dismissione della base, noi abbiamo presentato al ministero una richiesta di acquisizione dell’area, con la previsione di utilizzarla per lo sviluppo del paese. E su questo, come sul Cie, da tempo non sentiamo nulla”. D’altronde il vicino sindaco di Oppeano Alessandro Montagnoli, che del Carroccio è pure deputato, si dice sicuro “che non si è più parlato ufficialmente della dislocazione del Cie”. “Maroni, che comunque si confronterà con il presidente Zaia e con il territorio, di nuovo ha solo detto che sarebbe preferibile metterlo vicino ad un aeroporto”, aggiunge. A fronte di tutto questo, però, giusto per oggi il gruppo provinciale del Partito Democratico, ha indetto un incontro nel quale renderà noto la sua posizione contraria al Cie a Bovolone, dando per scontato che sia questa la sua dislocazione.. La bagarre, che di fatto mescola geografia e politica, pare insomma essere appena incominciata.
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