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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Cavaion, gli tolgono le figlie e decide di farla finita

Gesto disperato di un 53enne stanotte. Tempo fa il giudice gli aveva negato la patria potest

Da anni combatteva contro la decisione del giudice che gli aveva tolto la possibilità di vedere le figlie. Con la moglie, dal quale si era separato, i rapporti si erano esasperati talmente tanto che per dividere i due ex conviventi serviva l’intervento dei carabinieri. Una situazione esasperata, così come disperato è stato il gesto con il quale, M.P. operaio di 53 anni di Pescantina con alcune denunce per maltrattamenti e minacce alle spalle, ha deciso di farla finita. Dopo aver noleggiato un furgone, un Renault Transit, ha caricato due bombole da 25 litri di Gpl e ieri notte, verso l’una e un quarto, si è schiantato contro la casa abitata dalla compagna e le due figlie, in piazza Fracastoro, a pochi passi dal Municipio di Cavaion. L’esplosione non gli ha lasciato scampo e, nonostante l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e dei carabinieri, l’uomo è morto carbonizzato. Le fiamme sono state domate subito e il botto non ha coinvolto altre persone. Solo le centraline elettriche hanno avuto ripercussioni e nel quartiere di Cavaion è sparita la luce per qualche ora.


Sulla dinamica stanno ancora investigando i carabinieri di Caprino comandati dal capitano Enrico D’Amato, ma non ci sono molti dubbi sulla volontà dell’uomo di farla finita: la zona è coperta da diverse telecamere e una di esse, posizionata all’esterno della farmacia comunale, ha filmato il gesto nella sua interezza. L’uomo ha guidato da Pescantina e ha puntato la sua ex abitazione. Ha abbattuto un cancelletto penetrando nel cortile e ha fermato la sua corsa sullo spigolo del muro. Poi l’esplosione e la chiamata d’urgenza ai pompieri e alle forze dell’ordine. Il 53enne avrebbe premeditato quel gesto solo ieri mattina, dopo l’ennesimo diverbio con la moglie, in seguito alla richiesta di vedere le due figlie, ancora minorenni. Il litigio di ieri si è fatto talmente pesante che, per scongiurare qualsiasi conseguenza, sono dovuti intervenire due carabinieri della stazione di Cavaion. Avevano cercato di calmarlo, sapevano quale era la difficile situazione famigliare, culminata nella decisione del giudice di togliere la patria potestà al capofamiglia. Non potevano certo sospettare che il suo disagio si sarebbe acuito fino a quel gesto con il quale, M.P., ha voluto porre fine alla sua vita.

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