Cronaca

Catullo, via allo sviluppoMa Brescia non molla

Presentati i piani di ampliamento entro il 2014: "Investimenti per 78 milioni"

Sono stati annunciati alla Bit di Milano, presso lo Stand dello Regione Veneto, i piani di sviluppo dello scalo scaligero su cui si farà leva per raggiungere gli obiettivi di crescita previsti entro il 2014. L’Aeroporto Catullo di Verona punta ad una crescita media del 7% nei prossimi quattro anni per arrivare ad un traffico di 4,5 milioni di passeggeri. Nel corso dell'incontro con il presidente Fabio Bortolazzi è stato evidenziato come, nel piano di sviluppo, le stime d’incremento di traffico sullo scalo siano strettamente correlate ad un ampliamento delle infrastrutture di accoglienza dei passeggeri e di movimentazioni dei vettori con un investimento complessivo di 78 milioni di euro, sfruttando le potenzialità di crescita dell’aeroporto fino a quattro volte superiore all’attuale capacità Ora si fa sempre più concreta l’ipotesi per il Catullo di un accordo quarantennale sulla gestione esclusiva dei due scali di Verona e Brescia. Ieri è giunta la sentenza lampo dell’organo di controllo che ha bocciato il ricorso della Abem, la cordata tra imprenditori lombardi e la Camera di commercio che si era appellata un anno fa al Tar per giungere ad una scissione dell’aeroporto D’Annunzio con il gruppo scaligero. Motivo della diatriba le accuse che i soci bresciani muovevano circa le impossibilità di crescita cui lo scalo di Montichiari poteva aspirare sotto l’egida veronese.

Magra consolazione arriva per la società Abem, ma su parola del presidente Franco Tamburini non sembra comunque affievolita la volontà di autonomia dei bresciani che si riservano il diritto di analizzare le motivazioni del Consiglio di Stato anche in vista della decisione dell'Enac che dovrà concedere la titolarità al Catullo. Le maggiori perplessità riguardano "i buchi evidenziati dalla precedente sentenza del Tar".

Intanto Verona esulta. Il primo è stato il sindaco Flavio Tosi, che ha manifestato "piena soddisfazione" e che ribadisce la necessità di mantenere il dialogo aperto anche con le componenti bresciane che avevano manifestato una disponibilità al dialogo". Parole condivise anche dal presidente della provincia Giovanni Miozzi, principale sostenitaore della linea d'intesa: "Accordo senza dubbio positivo. Ora dobbiamo lavorare per trovare un punto d'incontro che garantisca ai soci bresciani una forte rappresentatività nella Catullo Spa. La mia è una posizione ferma: dobbiamo coinvolgere maggiormente le quote lombarde". La situazione potrebbe ora mettersi bene per il Catullo ed eventuali ostacoli al nuovo piano societario non dovrebbero più essere presenti. All’ordine della presidenza c’è l’intenzione di creare una holding per la gestione e il controllo che avrà maggioranza assoluta del 51 percento: le restanti quote saranno suddivise tra il sistema Trento e Brescia.
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