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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Catullo, in stand-by l'aumento di capitale

D'Arienzo (Pd): "Deve essere finalizzato agli investimenti". Tranquilli in aeriporto: "Sar cos"

Aumento di capitale bloccato per l’aeroporto Catullo. A sostenerlo è il capogruppo del Pd in Provincia Vincenzo d’Arienzo esibendo l’articolo 6, comma 19, della legge 122 del 30 luglio scorso, che testualmente cita: “non possono effettuare aumenti di capitale le società partecipate (come ad esempio il Catullo, ndr) che abbiamo registrato per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio”. La situazione economica della società che gestisce l’aeroporto viene definita dallo stesso D’Arienzo “preoccupante”. Secondo l’esponente del Pd, uno dei due candidati, con Mario Lonardi, al posto di segretario provinciale del partito, il Catullo ha un “bilancio in perdita, anche per il 2009, di 4 milioni 948 mila e 194 euro senza le partecipate”.

Certo è che, sempre secondo l’articolo di legge riportato sopra, sono consentiti trasferimenti alle società partecipate in caso che i nuovi capitali vengano sfruttarti per la realizzazione di investimenti. Riportando la legge all’attuale situazione del Catullo, secondo D’Arienzo non è possibile portare a termine la ricapitalizzazione, perché c’è il rischio che i nuovi capitali vengano utilizzati per ripianare i debiti. Ed è per questo che alcuni soci, tra i quali la Provincia e la Camera di Commercio di Brescia, non hanno versato la prima tranche. “In questo stato di coma – spiega D’Arienzo – il rischio è che i soci versino denaro per mantenere viva l’operatività, a scapito del rilancio”.

L’aumento di capitale, se verrà fatto, ammonterebbe, nei prossimi 4 anni, a 40 milioni di euro messi a disposizione dai soci, più 40 milioni di euro che saranno versati dalla banche e 45 milioni frutto di un autofinanziamento da parte dello stesso Catullo. “Il Catullo è in perdita dal 2007 – aggiunge D’Arienzo -, quindi , non si possono fare aumento di capitale, a patto che servano solo ed esclusivamente per fare investimenti. Diversamente, solo il Presidente de Consiglio può autorizzare l’aumento di capitale per evitare l’interruzione del servizio pubblico”.

Alla luce di tutto questo il Pd chiede le dimissioni del presidente del Catullo Fabio Bortolazzi, che “quando era presidente della Camera di commercio di Verona, chiese la testa di Orazi, allora sovrintendente della Fondazione Arena, per molto meno”, ha puntualizzato D’Arienzo, ed un nuovo tavolo di confronto al posto della cabina di regia dei soci, voluta dal presidente ella Provincia Giovanni Miozzi, che, sempre secondo l’esponente del Pd, non ha prodotto nulla.

Al Catullo, intanto, c’è serenità e fanno sapere che la ricapitalizzazione è finalizzata alla realizzazione di nuovi investimenti come, ad esempio, lo sviluppo del low cost, che porterà nuovi incassi trasversali derivanti dai parcheggi e dai negozi, e la realizzazione di un hub merci a Brescia Montichiari che possa attirare i principali operatori del settore.

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