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Quote del Catullo cedute a Save, operazione nel mirino dell'Anac. Pd: "Anomalia da sanare"

Una delibera del magistrato Raffaele Cantone a capo dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), ha riacceso il dibattito sul futuro dell'aeroporto veronese, mentre la Catullo S.p.A. si dice "stupita" dell'iniziativa, ma comunque "tranquilla rispetto al proprio operato"

«La decisione di Cantone sulla vicenda della gara per la vendita dell’aeroporto rende giustizia di cinque anni di battaglie condotte dal Partito Democratico di Verona e in particolare dal nostro deputato Gianni Dal Moro». Così si esprimono in una nota congiunta il segretario cittadino Luigi Ugoli e i consiglieri comunali Dem a Verona, commentando la notizia dell'intervento da parte di Raffaele Cantone, magistrato a capo dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione ndr) in merito alla cessione di quote dell'aeroporto Catullo (2%) con «contrattazione diretta» da parte del Comune di Villafranca nei confronti di Save (Sistema aeroportuale Venezia-Treviso). 

Nella delibera di una quindicina di pagine pubblicata ieri da parte dell'Anac, si legge di come l'autorità anticorruzione ritenga «non conforme alle previsioni dei codici dei contratti e del diritto comunitario la cessione delle quote di proprietà del Comune di Villafranca nel capitale sociale della Catullo Spa». In particolare in un altro passaggio del documento si legge: «Deve comunque escludersi che un privato possa acquisire, attraverso un’operazione di cessione di capitale anche minoritario, l’affidamento del servizio pubblico senza il previo esperimento di adeguato confronto competitivo rispettoso dei principi generali del diritto comunitario e del codice degli appalti». La delibera dell'Anac, oltre che al primo cittadino di Villafranca, è stata trasmessa allo stesso Gruppo Save, alla Corte dei Conti, alla Procura di Verona ed infine all'Enac (Ente nazionale aviazione civile ndr) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Fin dal settembre 2013 sosteniamo che procedere alla vendita del Catullo con un rapporto di esclusiva a favore di un unico soggetto, - si legge ancora nella nota firmata dagli esponenti Pd - rappresenti un’anomalia da sanare con una gara pubblica volta ad acquisire un partner industriale coerente con la strategia di sviluppo dell’area del Garda. I registi palesi e occulti di quell’operazione, che ora rischia di avere serie conseguenze, dovrebbero rendere conto ai veronesi dei gravi errori commessi». 

Catullo S.p.A. "stupita e tranquilla"

In queste ore non è comunque mancata la replica da parte della Catullo S.p.A., la quale ha voluto confermare «la propria tranquillità rispetto al suo operato, che fin dall’inizio è stato improntato in un’ottica di assoluta trasparenza e legittimità. La correttezza delle operazioni, - si legge ancora nella nota diffusa dalla Società - come si evince dalla stessa Delibera Anac, è stata infatti verificata dalle Autorità competenti ed è stata garantita da illustri professionisti che hanno assistito il Consiglio di Amministrazione in tutto il percorso. Catullo, nel ricordare come l’operazione sia avvenuta alla luce del sole con dibattiti anche pubblici, sottolinea come la stessa si sia dimostrata un progetto riuscito, che ha portato e continua a portare rilevanti benefici anche al territorio, considerati i brillanti risultati di traffico e di bilancio che caratterizzano l’ultima gestione degli Aeroporti del Garda».

Bertucco: "Serviva un bando pubblico"

Tante le voci politiche veronesi che si sono levate in ogni caso per commentare criticamente la vicenda. Tra queste anche quella del capogruppo in Consiglio di Sinistra in Comune Michele Bertucco: «Era arcinoto fin dall'inizio come tutta l’operazione, partorita nel corso della disastrosa era Tosi, - ha spiegato il consigliere comunale - fosse pensata col preciso obiettivo di portare Save sul ponte del comando dello scalo veronese facendola passare dalla porta di servizio. Fu proprio questa volontà di evitare il confronto di mercato una delle principali critiche che come opposizione rivolgemmo a tutti gli attori allora in gioco, Sindaco di Verona in testa. Ci voleva un bando pubblico, di carattere internazionale, e ora il parere dell’Autorità anticorruzione ci da ragione». 

Sull'argomento è intervenuto anche un ex consigliere appartenente proprio all'area tosiana come Giorgio Pasetto: «Di fronte al silenzio assordante della città di Verona - commenta il Presidente di Area Liberal - è dovuta intervenire l’Autorita Nazionale Anticorruzione  per portare finalmente l’attenzione sull’"anomalia" e aggiungo io "programmata decadenza" inflitta all’Aeroporto Catullo con la gestione Save. A parte le prese di posizione dell’Onorevole Gianni Dal Moro e i miei interventi in Consiglio comunale sul tema, sono anni che la città ha assistito passivamente all’entrata/scalata di Save nell'aereoporto Catullo, avvenuta in assenza di gare e a prezzi da svendita. L'aereoporto è una risorsa primaria per lo sviluppo della Città di Verona e per il Lago di Garda - ha quindi concluso Giorgio Pasetto - ed è stato bloccato nel suo sviluppo, mentre quelli di Venezia e di Bergamo sono da anni in continua espansione. La dipartita di molte compagnie aeree, la diminuzione del numero dei voli e del numero dei passeggeri, i tagli del personale registrati negli anni della gestione Save hanno condannato il Catullo ad un ruolo di aeroporto di serie C».

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