Melegatti, lavoratori salvi fino a Pasqua: ritirata la cassa integrazione

Si continueranno a produrre dolci nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto, una boccata d'ossigeno per i lavoratori. Maurizio Tolotto di Fai Cisl: "Assicurata la continuità occupazionale e le migliori condizioni per iniziare la produzione pasquale"

Miracolo di Natale alla Melegatti? Forse sì, di certo questa nuova svolta nella lunga e travagliata vicenda arriva come una vera e propria boccata d'ossigeno per i lavoratori che, secondo le precedenti decisioni aziendali, sarebbero dovuti andare in cassa integrazione non appena completata la produzione natalizia e in attesa di quella per la Pasqua.

Le cose però andranno diversamente, anche grazie al grande supporto dei consumatori che non hanno badato a spese quest'anno pur di sostenere lo storico marchio scaligero, aderendo massicciamente alla campagna di solidarietà nei confronti di Melegatti. La svolta è arrivata, secondo quanto riporta l'Ansa, durante una riunione tra azienda, sindacati e commissari del Tribunale: niente più cassa integrazione per i dipendenti di San Giovanni Lupatoto, stabilimento dove ora verranno prodotti ulteriori 5 mila pandori.

La scelta iniziale di mandare in cassa integrazione i lavoratori dello stabilimento era giunta pochi giorni fa ed era stata giustificata con il ribasso dei prezzi che i prodotti natalizi subiscono a ridosso delle festività per non restare invenduti sugli scaffali. Di fatto, sostenevano i vertici aziendali, continuare a produrre avrebbe significato lavorare in perdita. Ma il boom di vendite dell'ultimo periodo ha radicalmente rovesciato la situazione, tanto da indurre a questo repentino cambio di rotta: si va avanti a produrre altri 5 mila dolci che verranno venduti direttamente allo spaccio aziendale, aggirando così il problema dei ribassi.

Restano certo ancora numerose incognite (oltre ai tre mesi di stipendi arretrati per i dipendenti), su tutte la ristrutturazione del debito, la cui proposta per il piano di rientro è stata depositata il 7 novembre e nei prossimi mesi dovrà essere valutata e accettata dalla maggioranza dei creditori (60%). Ma nonostante ciò, è soddisfatto per ora il sindacalista Maurizio Tolotto di Fai Cisl, da sempre contrario alla cig e le cui dichiarazioni in merito al cambio di rotta sono state riportate da Fanpage.it: «Si è cercata una via d’uscita. I dipendenti fissi, una settantina, proseguiranno il lavoro. Dopo un lungo confronto per verificare le possibilità, è stata assicurata continuità anche ai 14 tempi determinati. Abbiamo studiato incastri di ferie e tutte le possibilità di copertura di turni - ha quindi concluso Tolotto - pur di assicurare continuità occupazionale e le migliori condizioni per iniziare la produzione pasquale».

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