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CASO MOROSINI | 50 mila euro di multa all'Hellas, identificati 4 ultras

Il giudice sportivo ha reso noto il verdetto sul caso dei cori gialloblù: la società scaligera punita meno pesantemente del previsto. Settemila euro di sanzione anche per il Livorno

Dopo l'identificazione dei primi quattro ultras responsabili dei cori contro Morosini, arriva finalmente anche il verdetto dell'autorità. Il giudice sportivo ha emesso la sua sentenza: cinquantamila euro di multa e diffida al Verona, settemila euro invece al Livorno. Così, almeno per il momento, si chiude l'episodio vergognoso che ha riguardato le due tifoserie in occasione della partita di sabato scorso. Nella multa al Livorno non si parla però del vergognoso coro che inneggiava alle foibe, la multa agli amaranto, infatti, prende in considerazione solo uno striscione offensivo e il lancio di fumogeni.

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LA SENTENZA - Nel testo del verdetto si parla della relazione redatta proprio dalla Digos di Verona, che avrebbe effettuato uno screening dei 679 tifosi che hanno acquistato il biglietto per la partita di calcio in questione al fine di verificare quali settori dello Stadio di Verona “Marcantonio Bentegodi” occuperebbero nel corso delle partite casalinghe dei gialloblù. Dalle indagini è emersa una frammentazione della partecipazione dei tifosi in quasi tutti i settori dello stadio. Il Verona ha fatto pervenire alla segreteria del giudice sportivo una nota descrittiva di tutte le iniziative intraprese e da intraprendere sia per dissociarsi dall’accaduto, sia per onorare la memoria di Piermario Morosini. Proprio queste iniziative della società scaligere, unite al fatto che i tifosi realmente responsabili del vergognoso episodio sarebbero appena una ventina, hanno portato il giudice ad optare per una pena più leggera di quanto molti si aspettavano. Severa condizione imposta dal giudice è però quella di provvedere immediatamente a mettere in atto le iniziative proposte dalla stessa società per cancellare l'odioso episodio.

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PER IL LIVORNO - L'ammenda di  settemila euro al Livorno viene giustificata in quanto i tifosi amaranto, nel corso della partita, avrebbero esposto in bella vista uno striscione offensivo e denigratorio nei confronti dei tifosi gialloblù. Altra colpa della tifoseria amaranto sarebbe quella di aver lanciato in direzione del campo di gioco petardi e fumogeni, mettendo quindi a repentaglio la sicurezza dei giocatori e violando le più elementari norme di condotta dello stadio. Nessuno accenno, però, viene fatto a proposito del coro sulle foibe, che la tifoseria livornese avrebbe intonato in direzione degli avversari. La mancanza risulta particolarmente strana, in quanto il reato contestabile sarebbe quello di apologia di genocidio, particolarmente grave e assimilabile proprio a quell'apologia di fascismo contestata ai tifosi scaligeri.

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