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Gli attrezzi utilizzati per la manomissione

Gli attrezzi utilizzati per la manomissione

Bloccano con la "forchetta" i soldi nel bancomat: fermati in due

Grazie alla tecnica del "cash trapping" riuscivano ad impedire allo sportello di erogare le banconote per poi andarle a ritirare con calma. I carabinieri hanno arrestato i due immigrati responsabili

Dopo i casi di esplosivi contro gli sportelli, ecco un nuovo sistema ideato dai delinquenti per accedere ai soldi dei bancomat. I carabinieri della compagnia di Verona hanno arrestato un rumeno e un bosniaco per furto aggravato, in quanto ritenuti colpevoli di aver manomesso un bancomat con un attrezzo metallico idoneo a non far erogare denaro, nonostante lo sportello fosse perfettamente funzionante, in modo da sottrarre i soldi a chiunque avesse tentato un prelievo. In stretta collaborazione con la centrale operativa di Veneto Banca, che grazie ad un nuovo software ha segnalato ai carabinieri una possibile manomissione delo sportello, i militari hanno sorpreso i due mentre tentavano di estrarre il marchingegno dal bancomat preso di mira nella centrale di piazza Simoni.

LA VICENDA - Il tutto si sviluppa sabato pomeriggio, quando un prelievo con una carta sospetta attiva il programma di riconoscimento sviluppato dalla società: immediatamente vengono richiesti i fotogrammi dai quali si risale in modo inequivocabile ad uno dei due delinquenti. L’appostamento dei militari dà i suoi frutti e dopo circa un’ora il soggetto visto dalla telecamere di video sorveglianza ed il complice ritornano al bancomat per estrarre l’aggeggio con il denaro incastrato, venendo arrestati in flagranza per tentato furto aggravato. Dalla perquisizione personale e del veicolo a loro in uso i Carabinieri ritrovano altri due strumenti e numerose carte da loro utilizzate. I due, domiciliati nel bergamasco, sono finiti davanti al giudice Giorgio Piziali che ha convalidato gli arresti e ha disposto per il rumeno classe 92, già arrestato in agosto per lo stesso tipo di reato a Biella, la custodia cautelare in carcere, e il bosniaco classe 73, incensurato, la detenzione domiciliare. Il processo per direttissima è fissato per giovedì 25 ottobre.  

LA TECNICA - Il fenomeno del “cash trapping” sta prendendo sempre più piede in Italia, e si differenzia dalla clonazione di carte e bancomat in quanto non va a copiare codici e serie magnetiche delle carte, ma è un dispositivo meccanico che blocca le banconote in uscita, che rimangono incastrate nei denti della cosiddetta “forchetta”. Il furto è articolato su due fasi: inizialmente avviene un primo prelievo da parte dei malfattori, esclusivamente per far aprire lo sportellino bancomat e poter inserire il meccanismo, dopo un po’ di tempo e qualche prelievo da parte di ignari clienti, non andati a buon fine, viene effettuata la stessa operazione ma all’inverso, un altro prelievo che riapre lo sportellino e poi l’estrazione della “forchetta” con incastrati i soldi dei clienti. 

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