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Case chiuse, Pasetto rilancia: "Riaprirle per combattere la schiavitù nascosta"

L'abolizione della legge Merlin, per il consigliere tosiano, avrebbe anche il pregio di "contrastare il fenomeno della prostituzione nascosta: donne murate in appartamenti privati dove ricevono clienti senza alcun controllo"

La mia proposta di abolizione della legge Merlin (1958) non ha il solo scopo di proteggere le prostitute dalla strada ma anche di contrastare il fenomeno della prostituzione nascosta: donne murate in appartamenti privati dove ricevono clienti senza alcun controllo. Sono tante, e anche a Verona. Per averne conferma basta cercare informazioni su Google perche appaiano decine di annunci dove migliaia di ragazze vengono "pubblicizzate" al dettaglio. Sono praticamente tutte straniere e molto spesso anche quelle che scrivono di essere italiane non lo sono. Sono probabilmente irregolari e vittime di un traffico che fingiamo di non vedere. E invece sono lì, a portata di click. E basta passare in rassegna un po' di questi per capire che sono recluse in più di una in appartamenti disseminati tra città e provincia, magari affittati a prestanomi italiani.

È il consgliere comunale Giorgio Pasetto a rilanciare il tema della riapertura delle case chiuse e della conseguente regolarizzazione della porstituzione. A tal proposito il tosiano-radicale si è fatto promotore di una pagina Facebook sull'argomento, insieme ad Antonello Perbellini e Claudio De Togni, trovando però anche la ferma opposizione del Popolo della Famiglia.

Nessuno le vede, nessuno le toglie dalla strada Perché - come affermano le associazioni che operano sul territorio - quando la prostituzione viene esercitata in strada, almeno c'e il vantaggio di poter parlare a queste ragazze, di vederle, e se emerge una situazione critica, almeno si può intervenire. Rinchiuse in una casa privata nessuno sa nulla delle loro condizioni (e i clienti di certo non vanno a denunciare qualora si trovassero di fronte a una situazione difficile).
Non vedere, però, non significa che non esiste il problema. Anzi. La prostituzione rimane eccome. Certo, ci sono meno ragazze lungo i marciapiedi probabilmente, ma è solo una questione di "belvedere", di decoro? Se sono in casa, invece, possiamo accettarlo? A noi pare che l'opinione pubblica reagisca solo nel primo caso, allora, torniamo a chiedere, con ancora più argomenti, l'apertura delle case chiuse. Che avrebbero rispetto alla situazione attuale indubbi vantaggi: Avremmo luoghi sicuri, controllarti, puliti dove si reca solo chi, maggiorenne e nel pieno delle proprie facoltà, deciderebbe liberamente di andare. poiché il fenomeno della prostituzione non si può e non si riesce a eliminare (la storia insegna) allora tanto vale legalizzarla. Chiediamo un po' di coraggio e un po' di coerenza!

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