Carne scaduta per le mense di asili e strutture: sequestrata un'azienda

I sigilli sono stati posti dalla magistratura di Bolzano ad una ditta di Colognola ai Colli che riforniva otto case di riposo, quattro asili nido ed una struttura di assistenza a persone disabili non autosufficienti

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La magistratura di Bolzano ha messo i sigilli ad un'azienda di Colognola ai Colli che riforniva di carne e pesce otto case di riposo, quattro asili nido ed una struttura di assistenza a persone disabili non autosufficienti del capoluogo della provincia trentina. 

Come riporta il quotidiano l'Alto Adige il 14 dicembre, si tratterebbe della Olivo snc e gli indagati in tutto sarebbero sei: tre di questi devono rispondere di associazione a delinquere per frode in commercio, mentre gli altri tre sarebbero sotto indagine per il medesimo reato con l'esclusione dell'associazione, in quanto secondo gli inquirenti avrebbero avuto un ruolo di rilevanza inferiore. 

L'azienda si occupa della lavorazione nonchè dello stoccaggio della carne, oltre che della commercializzazione di carne, pesce e di prodotti biologici e convenzionali, ed aveva instaurato un rapporto commerciale con la Assb, per il rifornimento delle mense sociali bolzanine. Proprio l'azienda per i servizi sociali che fa capo al Comune, nei mesi addietro avrebbe segnalato alla Procura della Repubblica le differenze, sia in termini di qualità che di quantità, tra le forniture effettuate e ciò che sarebbe previsto nel contratto d'appalto. 
Sono così scattate le indagini, che avrebbero permesso di appurare limitate irregolarità sulle quantità fornite di pesce e carne, mentre sarebbe più pesante la situazione emersa in relazione alla gestione del cibo fornito, compresi i surgelati. 
Sempre come riportato il quotidiano trentino, secondo l'accusa la ditta veronese avrebbe stipulato accordi specifici con i propri fornitori di carne e pesce per aumentare i margini di guadagno. L'ipotesi è che non sarebbero stati forniti prodotti congelati e non freschi, come invece è previsto dall'accordo, oppure prodotti di provenienza estera invece che nostrana ai quali in diverse occasioni sarebbero state poste delle date di scadenza fasulle. 
Su queste basi, la Procura della Repubblica ha ottenuto così il sequestro totale dell'azienda. 

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