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Caos a Montorio. Chieste spiegazioni al Ministro e maggior sicurezza

Sulla vicenda che ha visto alcuni agenti della polizia penitenziaria restare feriti, sono interventi sia il portavoce alla Camera del M5S Mattia Fantinati, sia il deputato del PD Vincenzo D'Arienzo

I nuovi disordini scoppiati in questi giorni nel carcere di Montorio, nei quali sono rimasti feriti alcuni agenti della polizia penitenziaria, hanno riportato a galla i problemi legati alle case circondariali, con particolare riferimento a quella veronese. 

"Quanto successo nel carcere di Mon­torio è gravissimo", ha commentato il portavo­ce alla Camera per il Movimento 5 Stelle, Mattia Fantin­ati.
"Cinque polizio­tti penitenziari fin­iti in ospedale perc­hé, mentre stavano se­dando una rissa, sono stati aggrediti da alcuni detenuti nord­africani in nome di Allah. I detenuti in questione, tra cui un marocchino noto per le idee integrali­ste e fondamentalist­e, avevano intenzione di uccidere gli agenti, i quali difendensosi dall'aggressione sono tutt'ora in pr­ognosi di 25, 15,10 giorni ed il più gra­ve ha un braccio rot­to. Per questo motivo ho già chiesto con una interrogazione scritta al Ministro Minniti spiegazioni al riguardo perché n­on è plausibile che i nostri uomini che provvedono alla sicu­rezza di tutti noi, rischino la vita in questo modo".

La questione sicurezza è al centro anche dell'intervento del deputato del Partito Democrarico Vincenzo D'Arienzo, che chiede maggiore tutela per il personale di Montorio e il trasferimento del detenuto ritenuto il principale responsabile degli incidenti dei giorni scorsi. 

"Il grave episodio avvenuto nel carcere di Montorio, nel quale un detenuto voleva uccidere gli agenti penitenziari con una lama costruita in carcere in maniera rudimentale, inneggiando Allah, ripropone il tema della sicurezza dei poliziotti penitenziari e la tenuta dell'istituto penitenziario rispetto a questo tipo di detenuti radicalizzati e integralisti.
Una situazione inaccettabile che mette in pericolo, ancora una volta, gli agenti della politica penitenziaria che espletano il loro dovere.
La vicenda dimostra che il carcere di Montorio non è la sede per detenuti simili e, pertanto, ritengo opportuno che l'interessato sia trasferito in un carcere idoneo ad affrontare detenuti radicalizzati all'Islam in maniera tale da tentare di uccidere in nome della propria religione.
Esprimo la piena solidarietà agli agenti nella consapevolezza che solo l'allontanamento da Verona di quel detenuto potrà consentire quella tranquillità necessaria per svolgere il proprio servizio".

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