Cronaca San Zeno / Corso Castelvecchio

Rapina di Castelvecchio, il basista ai domiciliari. Riesame: "Torni in carcere"

Spetta ora alla Corte di Cassazione decidere se Francesco Silvestri dovrà tornare in carcere oppure potrà continuare godere ancora degli arresti domiciliari

I quadri rubati e poi riportati a Castelvecchio

Sarà la Corte di Cassazione a dover decidere se Francesco Silvestri dovrà tornare in carcere oppure potrà continuare godere ancora degli arresti domiciliari. Silvestri è stato condannato con rito abbreviato in quanto ritenuto il basista della banda che ha organizzato e realizzato la rapina di 17 quadri del museo di Castelvecchio nel novembre del 2015. Era lui la guardia giurata interna al museo, che ha agevolato il colpo dei rapinatori.

Francesco Silvestri prima era stato portato in carcere, poi gli sono stati concessi i domiciliari dalla Corte d'Appello, dopo aver riconosciuto le proprie responsabilità e aver risarcito in parte la dipendente di Castelvecchio colpita dai rapinatori e che nel processo si è costituita come parte civile. La decisione è stata contestata dal procuratore generale di Venezia e il Riesame ha accolto la contestazione. Ora, Silvestri si trova ancora ai domiciliari e sul suo destino si dovrà pronunciare la Cassazione.

Le motivazioni dell'accoglimento da parte del Riesame sono state riportate da L'Arena. In sostanza, si ritiene che Silvestri abbia ammesso le proprie colpe solo per ottenere una pena più leggera e non perché realmente ravveduto dei propri errori. Inoltre il parziale risarcimento alla parte civile non sarebbe altro che un doveroso anticipo. Inoltre, il periodo che Silvestri ha passato in carcere è apparso modesto al Riesame, rispetto alla pena inflitta a Silvestri, la cui collaborazione per il ritrovamento dei quadri, infine, è stata ritenuta nulla dal Riesame.

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