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Sabato, 22 Gennaio 2022

Frode ed evasione fiscale nel settore carburanti: scatta il sequestro preventivo di oltre 20 milioni di euro

La società al centro delle indagini nel maggio 2020 era finita al centro di un'altra inchiesta della Guardia di Finanza di Verona, che aveva portato al sequestro di oltre 74 milioni di euro

È scattato nelle ultime ore il sequestro preventivo di oltre 20,2 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza di Verona, al termine di un'attività di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali perpetrate nel settore dei carburanti. 
Adottato dal Gip del Tribunale Ordinario di Verona su richiesta della locale Procura della Repubblica, il provvedimento riguarda una società della provincia scaligera ora in liquidazione e operante nel settore della commercializzazione all’ingrosso di prodotti petroliferi, la quale è sospettata di aver evaso l’IVA per l'importo sequestrato. 
I finanzieri del Comando Provinciale scaligero stanno dunque procedendo ad assicurare allo Stato corrispondenti liquidità bancarie e altri beni riconducibili alla società e al suo rappresentante legale pro-tempore, indagato per l’ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Nei confronti di quest’ultimo, l'autorità giudiziaria ha anche disposto la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di un anno.

L'operazione di oggi, 17 dicembre, si aggiunge all’analoga misura cautelare eseguita nel maggio del 2020 dagli stessi finanzieri nei confronti della medesima società per oltre 74 milioni di euro e costituisce l’epilogo delle nuove indagini e del controllo fiscale svolti dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Verona, il quale avrebbe acquisito ulteriori elementi che dimostrerebbero come l’impresa abbia proseguito nella medesima condotta fraudolenta del passato.

Le Fiamme Gialle infatti riferiscono che avrebbero constatato, anche per le più recenti annualità 2019/2020 oltre che per gli anni d’imposta oggetto delle precedenti indagini, come la società si sarebbe avvalsa di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, vale a dire emesse da società “cartiere” (con sede nelle province di Roma, Milano e Napoli), soggetti giuridici compiacenti appositamente interposti solo a livello cartolare tra la suddetta società (acquirente del prodotto petrolifero) e le cedenti comunitarie, ponendo in essere lo schema tipico della cosiddetta «frode carosello». Le società “cartiere” (dette anche «missing traders»), a loro volta interessate da altre indagini della Guardia di Finanza, sarebbero risultate in concreto sprovviste di idonee strutture, mezzi, risorse e capitali, nonché caratterizzate da un brevissimo ciclo vitale. Le stesse, per lo più evasori totali secondo le forze dell'ordine, erano legalmente rappresentate da meri prestanome e non dichiaravano né versavano imposte.

I Finanzieri veronesi avrebbero quindi accertato che l’impresa destinataria dell’odierno provvedimento di sequestro ha in tal modo acquistato sottocosto ingenti quantitativi di carburante per rivenderli sul mercato a prezzi concorrenziali, indicando nelle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA elementi passivi fittizi per circa 92 milioni di euro, così evadendo una corrispondente imposta sul valore aggiunto per oltre a 20.200.000 euro.

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