Cercarono di rapinare una sala slot armati di pistola: arrestati dai carabinieri di Peschiera

Le accuse sono di «tentata rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di armi»

Carabinieri

I carabinieri di Peschiera del Garda riferiscono di aver eseguito ieri, giovedì 4 giugno, l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Verona, Dott.ssa Livia Magri, nei confronti di F.L. classe’53 originario di Bussolengo e P.M. classe’60, originario di San Pietro in Cariano. Secondo quanto riferito dai militari dell'Arma, entrambi i cittadini sarebbero già pregiudicati e ritenuti responsabili di «tentata rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di armi».

Il tentativo di rapina alla sala slot di Pescantina

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dai carabinieri, nella tarda serata del 18 agosto dello scorso anno, i due cittadini arrestati si sarebbero introdotti all’interno di una sala slot ubicata a Pescantina, al fine di perpetrare una rapina. Con loro vi sarebbe stato inoltre anche un altro complice, il quale nel frattempo è deceduto per malattia lo scorso gennaio, mentre si trovava presso la Casa Circondariale di Verona Montorio. I tre complici, a volto coperto e armati di una pistola, avrebbero nell'occasione minacciato il titolare per impossessarsi del denaro custodito nel locale. La vittima, tuttavia, avrebbe però reagito, brandendo un coltello da cucina e inducendo così alla fuga i rapinatori che si sarebbero quindi allontanati a bordo di una Toyota Yaris a mani vuote.

Stando sempre alla ricostruzione fornita dai carabinieri, nella circostanza sarebbero rimasti feriti sia il titolare della sala slot che uno dei rapinatori, il quale si sarebbe poi recato presso l’ospedale di Verona Borgo Roma al fine di ricevere le cure del caso. Questi, tuttavia, sarebbe stato arrestato dai Carabinieri del NOR di Verona che, fatte le prime indagini conseguenti alla rapina, erano intervenuti presso il nosocomio e avevano raccolto una serie di elementi probatori, tali da portare al fermo di polizia giudiziaria per la tentata rapina. In seguito, l'uomo è stato condotto presso il carcere di Montorio dove è rimasto fino al momento del suo decesso.

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I carabinieri di Peschiera del Garda

Le indagini dei carabinieri

I carabinieri spiegano che la tentata rapina alla sala slot sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno dell’esercizio commerciale. I filmati avrebbero quindi consentito di appurare che i criminali si sarebbero dati alla fuga a bordo di una autovettura Toyota Yaris, successivamente recuperata dal personale del NOR di Peschiera del Garda. Dagli accertamenti effettuati sulla proprietaria del veicolo, dalla denuncia di furto dalla medesima presentata e dall’estrapolazione dei tabulati dei telefoni cellulari delle persone coinvolte, avrebbe quindi avuto inizio un’ulteriore attività d’indagine che, supportata anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbe infinne permesso di raccogliere quelli che i carabinieri stessi definiscono degli «inconfutabili elementi di prova a carico dei complici».

Oltre a ciò, i carabinieri spiegano di aver inoltre deferito alla competente autorità giudiziaria la titolare del veicolo per «simulazione di reato». Secondo quanto riportato dai militari dell'Arma, questi avrebbero appurato che la donna avrebbe denunciato falsamente di aver subìto il furto della sua Toyota Yaris, la quale sarebbe poi stata "casualmente" da lei ritrovata qualche giorno dopo la rapina. In realtà, spiegano i carabinieri, sarebbe invece emerso nel corso delle indagini che la donna avrebbe prestato la sua autovettura a F.L., il quale dopo aver prelevato i complici, si sarebbe recato a bordo della Yaris presso la sala slot per effettuare la rapina. La donna avrebbe poi dichiarato una serie di falsità volte a coprire F. L., ma la ricostruzione dei militari dell'Arma e i dettagliati accertamenti effettuati (sopralluogo all’interno dell’autovettura e analisi del traffico telefonico dei soggetti coinvolti e delle celle telefoniche), avrebbe infine permesso di scoprire la verità.

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L'arresto dei due complici

Al termine degli accertamenti, i carabinieri spiegano di aver trasmesso l'informativa  dettagliata all’autorità giudiziaria di Verona che, concordando pienamente con le risultanze investigative raccolte dai carabinieri, avrebbe quindi emesso il provvedimento eseguito ieri dai militari. Espletate le formalità di rito, F. L. è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Verona Montorio, mentre P. M. è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

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