menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Virgo Fidelis. I carabinieri celebrano la patrona dell'Arma a San Zeno

Sempre il 22 novembre ricorre anche il 75° anniversario dell'eroica battaglia di Culqualber, combattuta dal 1° Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato, che il 21 novembre 1941 si sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d'Africa

Davanti alle massime autorità civili e militari di Verona e provincia, oltre ad una rappresentanza di Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in servizio e in congedo, familiari, vedove ed orfani di militari deceduti, si è celebrata alle 11 del 22 novembre, presso la Basilica di San Zeno, la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri.
Ad officiare il rito religioso è stato l’Ordinario Militare Monsignor Santo Marcianò, nel giorno in cui ricorre il 75° anniversario dell’eroica battaglia di Culqualber, combattuta dal 1° Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato, che il 21 novembre 1941 si sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa. Proprio per quella vicenda alla Bandiera dell’Arma fu concessa la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Qusto il discorso pronunciato dal Colonnello Ettore Bramato, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Verona.

Prendo la parola innanzitutto per ringraziare della loro presenza tutte le Autorità Civili, Religiose e Militari oggi intervenute per celebrare la nostra Celeste Patrona in questa bellissima Basilica di San Zeno - messaci gentilmente a disposizione dall’Abate Don Gianni Ballarini, che ringrazio pubblicamente.

Ringrazio in particolar modo, per la loro preziosa partecipazione, il Prefetto, S.Ecc. Dott. Salvatore Mulas, il Sindaco della Citta di Verona, Flavio Tosi, il Presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello, il Comandante del Comando Forze Operative di Supporto, Gen. C.A. Amedeo Sperotto, il Presidente del Tribunale di Verona, Dott.ssa Antonella Magaraggia, il Procuratore della Repubblica, dott.ssa Angela Barbaglio, e tutti i magistrati presenti, il Questore di Verona, dott. Enzo Mangini, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, qui rappresentato dal Ten. Col. Di Stefano, il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, dott. Isidoro Furlan, il Comandante Provinciale dei VV.FF., ing. Michele De Vincentis, il Soprintendente della sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio, dott. Fabrizio Magani, il direttore della Banca d’Italia, dott.ssa Daniela Palumbo, il Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro, dott.ssa Silvana Catalano, dalle quali le rispettive specialità dell’Arma su Verona dipendono funzionalmente, i colleghi delle altre Forze Armate, tutti i Sindaci del territorio e i loro rappresentanti che hanno raccolto l’invito, i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri, i familiari dei caduti e gli orfani dell’Arma e delle altre Forze Armate e, per concludere, gli amici dell’Arma di Verona.

Come ho già detto, siamo qui per celebrare la nostra Patrona “Virgo Fidelis”.

La scelta di questo luogo sacro per la commemorazione, oltre che alla incontrovertibile bellezza artistica di questa Basilica, considerata uno dei capolavori dello stile romanico in Italia, è da ricondurre al fatto che proprio qui, nella cripta sottostante, riposano le spoglie di San Zeno, Santo patrono della Città di Verona.

La celebrazione, quindi, della Virgo Fidelis in questa Basilica da parte dell’Arma dei Carabinieri di Verona vuole essere la testimonianza sincera di un simbolico abbraccio tra l’Istituzione e la cittadinanza scaligera, portata sul piano più intimo dell’essenza che è quello della religiosa spiritualità.

Tale suggello spirituale oggi è stato posto in maniera forte e solenne dal più qualificato rappresentante della comunità religiosa militare, Sua Eccellenza Don Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare, che ringrazio infinitamente per l’affetto con cui ha raccolto il mio invito di officiare tale funzione qui a Verona, non senza sacrifici personali, autorevole presenza della quale non solo la comunità militare è estremamente lusingata. Grazie.

Il 21 novembre di 68 anni fa (1948), S.Ecc. Reverendissima Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia del tempo, nella festa della Presentazione della Beata Vergine Maria Madre di Dio, solennemente propose e annunciò come Patrona dell’Arma la Vergine Maria col nome di "Virgo Fidelis”, così come è invocata nelle Litanie Lauretane.

Mons. Ferrero, che tra l’altro scrisse di suo pugno anche la “preghiera del Carabiniere” dedicata alla Virgo Fidelis, pregò Sua Santità Papa Pio XII di stabilire che questa festa si potesse ogni anno celebrare proprio il 21 novembre, in ricordo sia della suprema consacrazione della Vergine Maria a Dio sia di quel Battaglione di Carabinieri che – nel lacerante ricordo dell’ultima guerra appena trascorsa – sacrificò il bene supremo della vita nella località di Culquaber in Africa nel pieno rispetto del motto “Nei secoli fedele”.

Al tempo, la sensibilità del popolo italiano fu molto toccata dagli eventi di Culqualber, particolarmente per il fatto che 2900 militari italiani tennero testa per più di 3 mesi (dal 6 agosto al 21 novembre 1941) a 22.500 militari inglesi e all’azione di 100 aerei sempre britannici. Il 21 novembre del 1941, terminate le munizioni e ridotto allo stremo non solo dai bombardamenti ma anche dalla mancanza di cibo ed acqua, il Battaglione carabinieri, che combatteva ormai soltanto all’arma bianca, fu travolto e decimato dalle preponderanti forze inglesi: i 3 valorosi Ufficiali Comandanti, sempre alla testa dei loro uomini, rimasero quello stesso giorno tutti sul terreno.

I Britannici, colpiti dallo straordinario coraggio e dal leale valore dei Carabinieri, concessero ai superstiti l’onore delle armi, tributo cavalleresco di altissimo valore morale nei rapporti tra 2 corpi armati avversari, conferito rarissime volte da un esercito vittorioso 4 sul campo di battaglia, che lusinga gli sconfitti e celebra le loro gesta, che entrano a pieno titolo nella storia e nella memoria di un Popolo.

Nel Breve Apostolico di proclamazione (1949) il Santo Padre, ancora memore di quanto accaduto a Culqualber, fece un forte richiamo alla “virtù della Fedeltà, per la quale i militari stessi, votandosi strettamente al loro Capo e alle patrie Istituzioni, preferiscono, generosi e coscienti, di anteporre al proprio bene il bene comune. E non pensiamo che, pur nei nostri tempi, sia andato perduto o dimenticato questo costume della Fedeltà; ché proprio essa, cioè la Fedeltà dei militari, anche col trascorrere degli anni e dopo gravissimi eventi, sia bellici sia civili, e dopo travolte secolari Istituzioni, è rimasta intatta e salda per il bene e per la sicurezza della Patria. Di questa virtù diedero appunto coraggiosamente fulgentissimo esempio i Militari Italiani addetti alla pubblica tutela, chiamati Carabinieri … in quanto che, saggiamente istituiti in Piemonte, fin dall'anno 1814, per la difesa dello Stato contro i rivolgimenti dei perturbatori ossequentemente accolsero e fedelmente osservarono il celebre loro motto araldico: fedele nei secoli”.

In queste alte parole, che solennizzano un impegno di fede di cui i Carabinieri sono da sempre gelosi custodi, è sintetizzata l’essenza della nostra missione.

Il 21 novembre 1948 fu anche presentato quello che successivamente divenne l’archetipo di tutte le successive effigi della nostra Patrona, la celebre scultura dell’artista Giuliano Leonardi (1899-1989). Sardo di nascita e romano d’adozione, realizzò nel 1948 il famoso bassorilievo, in gesso patinato, che rappresenta la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada, legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse “Sii fedele sino alla morte”.

Per rendere oggi ulteriore omaggio alla nostra Celeste Patrona ho voluto rivisitare i significativi stilemi della Virgo Fidelis scolpiti dal Leonardi.

E’ così che mi sono affidato al maestro Albano Poli, che invito a raggiungermi.

Il maestro Poli nasce a Verona, frequenta la Scuola d’Arte Napoleone Nani di Verona diretta dal maestro Pino Casarini e, dietro suo suggerimento, inizia l’attività di vetrista. Dapprima restaura e riproduce, successivamente disegna e progetta vetrate con un proprio stile, che finiscono per essere ammirate nei più importanti luoghi sacri e cattolici del Mondo. Fonda un proprio atelier, dove sperimenta ogni tipo di tecnica artistica. L’atelier è un’autentica bottega rinascimentale, che mi pregio di aver visitato, in cui vengono create singolari opere di straordinaria bellezza artistica con le più svariate tecniche: dal vetro al mosaico, dai dipinti ai bassorilievi per terminare con le sculture a tutto tondo.

Frutto della sua genialità artistica è l’interpretazione della Virgo Fidelis, che oggi ho il piacere di presentarvi e di donare al termine di questo mio saluto all’Ordinario Militare, Don Santo Marcianò, per ricordare la sua venuta a Verona.

Nello specifico, l’opera Artistica del Maestro Poli riprende l’immagine della Santa Patrona e la riproduce su vetro soffiato a bocca, come da antica tradizione artigianale, di altissima qualità. Per ottenere ciò il vetro utilizzato è un vetro placcato, con un sottilissimo strato che gli dona la caratteristica colorazione, inciso manualmente e decorato con la tecnica della grisaglia: finissimo pigmento vitreo in un medium organico, fissato irreversibilmente alla superficie del vetro mediante cottura in forno a muffola.

L’effetto ottenuto ha creato un contrasto tra la colorazione scura del vetro soffiato e la luminosità dell’incisione decorata che mette in risalto quest’ultima, il chiarore, valorizzandone il disegno.

Nella sua opera l’artista ha fissato un’ immagine senza tempo della nostra amata Patrona, una figura materna e rassicurante, che emerge dal contesto in cui è inserita per la luce, che – come già detto - la caratterizza rispetto alla scena e che, irradiandosi, esprime anche un profondo significato spirituale.

Ed è proprio questa luce che chiediamo in dono alla nostra Patrona, pregandola di illuminare ogni giorno le nostre anime ed il nostro cammino: le nostre anime per darci ogni giorno la forza di onorare il nostro impegno di fede al servizio e a tutela della collettività; il nostro cammino per proteggere le nostre persone e le nostre famiglie da ogni cattiva rilevazione nello spirito del libro dell’Apocalisse, versetto 2 – 10, richiamato nell’effige dalla Virgo Fidelis: “Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.”

Concludo donando, con l’augurio di ogni bene, a nome di tutti i carabinieri del Comando Provinciale di Verona, questa Virgo Fidelis a Sua Eccellenza Don Santo Marcianò, affinchè la sua luce possa illuminare di straordinaria saggezza anche il Suo Cammino e quello di tutti i cappellani militari che operano nelle nostre comunità, preservandovi sempre da ogni oscuro ostacolo.

Grazie.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cultura

Gelaterie d’Italia: Gambero Rosso premia la veronese "Terra&Cuore" con Due Coni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Benessere

    CBD: benefici e controindicazioni

  • Benessere

    Tremolio all’occhio, perché e come evitarlo

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento