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Si reca in ospedale con l'amico a trovare la moglie e gli affida la pistola: carabiniere in manette

È stato arrestato un appuntato dei carabinieri di Verona per un incredibile leggerezza che ora rischia di costargli caro visto che l'accusa che pende su di lui è quella di cessione di arma da guerra

Una leggerezza che può costare caro ad un appuntato dei carabinieri di Verona, che ora dovrà rispondere della gravissima accusa di cessione di arma da guerra. 

Nonostante l'interrogatorio che si è svolto ieri mattina tra il militare, accompagnato dal proprio legale Massimiliano Ferri, e il pm Beatrice Zanotti, la vicenda appare ancora poco chiara. 

Nella giornata di venerdì l'uomo avrebbe pranzato con un amico di nazionalità albanese e si sarebbe poi diretto al Policlinico di Borgo Roma per fare visita alla moglie ricoverata da tempo. I tre sono scesi per fumare una sigaretta, approfittando di un momento in cui la pioggia aveva smesso di scendere, poi, convinto di rientrare per accompagnare la moglie in reparto, l'uomo avrebbe affidato la propria pistola all'amico. Stando alle dichiarazioni dell'accusato, in quel momento si sarebbe ricordato di aver lasciato qualcosa in macchina e si sarebbe allontanato, mentre l'amico, dopo essersi infilato la pistola nella cinta, si è diretto con la donna verso il primo piano. 

A questo punto è subito scattato l'allarme in ospedale e due volanti sono giunte su posto ad arrestare i due. Il cittadino albanese, che non è in possesso di un regolare porto d'armi, dovrà rispondere di detenzione illegittima di arma da guerra mentre l'amicoo carabiniere forse rischia ancora di più.

Nell'interrogatorio svoltosi ieri il militare avrebbe ammesso di essersi comportato con eccessiva leggerezza e di essere consapevole che l'amico non era in possesso di alcuna autorizzazione per tenere l'arma. Era anche a conoscenza di non potersi recare in ospedale armato visto che qualche anno fa, sempre in occasione di una visita alla moglie, non l'avevano fatto entrare nonostante fosse in divisa e non si è fidato a lasciare la pistola d'ordinanza in cassaforte perché a suo dire qualche anno fa gliela avrebbero rubata.

Ora si trova in isolamento nel carcere di Montorio, in attesa di comparire domani davanti al giudice Guido Taramello per la convalida dell'arresto. 

AGGIORNAMENTO - Il militare è in servizio al quartier generale Nato a Verona: è stato scarcerato lunedì mattina a seguito della convalida e aspetterà da uomo semi-libero il processo a suo carico.

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