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Ape Sociale, caos per la presentazione delle domande. Cgil: "Un calvario"

Sistema in blocco o che procede a rilento, malfunzionamenti, code e stress. Fulvia Colombini del patronato Inca: "Molti lavoratori rischiano di essere esclusi ingiustamente"

Sistema in blocco o che procede a rilento, malfunzionamenti, code, stress. In una parola, caos. Così lunedì 19 giugno sono iniziate le procedure per la presentazione delle domande di Ape sociale, lo strumento di accompagnamento alla pensione per chi ha 63 anni, o per la pensione anticipata rivolta ai lavoratori precoci. Due agevolazioni frutto di un accordo tra Governo e sindacati. I tempi per la presentazione delle richieste sono molto ristretti perché il termine ultimo è previsto per il 15 luglio.

"Nei nostri uffici si sono riversati migliaia di lavoratori e disoccupati, chiedendo di poter fare la domanda - ha spiegato Fulvia Colombini del patronato Inca della Cgil Verona - I primi dati diramati da Inps, certificano che sono state inviate oltre 8.200 richieste. Si sta diffondendo la psicosi di non arrivare in tempo perché non tutti coloro che avanzano la domanda potranno accedere al pensionamento anticipato visto che i fondi a disposizione sono limitati. L’Inps ha il compito di stilare una graduatoria, dopo il 15 luglio, per certificare chi entra e chi sta fuori. Tra i criteri della graduatoria, oltre ai requisiti anagrafici, contributivi e soggettivi delle persone, come ad esempio, essere invalidi o disoccupati, svolgere lavori gravosi, oppure assistere un parente di prima grado disabile. Il Governo ha avuto la brillante idea di inserire anche che a parità di condizioni si terrà in considerazione la data e l'ora di presentazione della domanda. Pertanto, tutti cercano di assicurarsi che la richiesta venga inviata il più presto possibile".

Fulvia Colombini si sofferma nella sua denuncia sulla situazione di coloro che vogliono accedere ai benefici perché svolgono lavori gravosi. L'Inps richiede l'invio della certificazione dell'azienda che attesti che il lavoratore abbia effettivamente svolto queste mansioni. "L'Inps non accetta le domande se non è presente questa documentazione aziendale, ma per averla i tempi sono lunghi - scrive Colombini - Pensiamo per esempio alle aziende che si trovano in fallimento, in concordato preventivo, a quelle che hanno effettuato fusioni, incorporazioni, cessioni di ramo d’azienda, per cui la documentazione non risulta di immediata disponibilità. Tutti questi lavoratori rischiano di essere esclusi dai benefici dell'Ape Sociale e dei Lavori precoci perché se l'Inps non modificherà le procedure, le loro domande saranno presentate dopo tutti gli altri. Abbiamo chiesto a Inps la modifica della procedura per garantire parità di condizioni di accesso a tutti e per tutelare i diritti individuali delle persone. Ci sentiamo però di affermare che, con queste modalità burocratiche e negligenti, più autoreferenziali che rivolte a garantire i diritti dei cittadini, si rischia di trasformare delle conquiste sindacali utili e giuste in un calvario e in una corsa a ostacoli".

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