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Camion incendiati e criminalità organizzata. PD e M5S: "Basta alibi"

Il recente caso di Albarè segue quelli subiti dalla ditta Alfa trasporti. D'Arienzo (PD): "Serve un magistrato dell'Antimafia a Verona". Fantinati (M5S): "La situazione sta sfuggendo di mano"

L'ennesimo incendio a mezzi di aziende del settore trasporti e logistica testimonia la capacità della criminalità organizzata di agire sul nostro territorio.

Il deputato veronese del PD Vincenzo D'Arienzo è sicuro. C'è la mano della criminalità organizzata dietro l'incendio a sei camion e una motrice avvenuto l'altra notte al Albarè di Costermano (qui il video). È sicuro dopo quest'ultimo caso, come lo era già nei due casi precedenti che avevano preso di mira la ditta Alfa trasporti nell'ottobre e nel dicembre dell'anno scorso. Adesso nel mirino c'è finita la HB transport, azienda dello stesso settore.

Colpisce la perfetta conoscenza di questo segmento economico, l'individuazione di coloro che sono ritenuti possibili concorrenti e l'assoluta capacità e facilità di colpire con il classico degli strumenti intimidatori: l'incendio - scrive il deputato PD - Questo ultimo attacco incendiario ha le medesime caratteristiche, e forse gli stessi esecutori e mandanti, di tutti gli altri. Questa elevata capacità inquieta e ci rende vulnerabili, quasi impotenti di fronte all'avanzata di una minaccia che è destinata, se non reagiamo, a conquistare l'economia legale.

D'Arienzo ha rinnovato la sua fiducia a chi è impegnato nelle indagini, ma chiede risposte immediate.

Non possiamo tornare su questi argomenti ad ogni incendio, come se fosse il primo - ha ribadito D'Arienzo - Più volte ho chiesto che a Verona venisse destinato un magistrato dell'Antimafia di Venezia e che qui venisse creato un pool apposito di inquirenti specializzati nel contrasto alle mafie. A che punto siamo? Negli ultimi due anni qui a Verona contiamo circa 25 fatti gravi tra incendi ad aziende, interdittive antimafia e operazioni di polizia giudiziaria di livello nazionale contro la criminalità organizzata. Verona è stata più volte sede e rifugio di soggetti e aziende ritenute colluse con la malavita organizzata. Credo che non si ci siano più alibi per chi deve decidere il da farsi. Soprassiedo, ormai, sul silenzio della politica e delle istituzioni veronesi. Non perché sia stufo o rassegnato, anzi, ma perché ho capito che questo enorme pericolo che stiamo correndo è derubricato come fatto normale. Non è così. Di questo passo, ci scapperà anche il morto ed allora si capirà che la nostra sicurezza è seriamente compromessa e speriamo non sia troppo tardi.

Il sentimento del deputato veronese del PD è condiviso anche da un suo collega alla Camera, Mattia Fantinati del Movimento 5 Stelle.

Non si può proprio accettare questa sit­uazione che sta lett­eralmente sfuggendo di mano - interviente il portavoce del M5S - Già lo scorso febbra­io avevo chiesto mis­ure urgenti al minis­tro Minniti per ques­to fenomeno in continua espansione. La risposta da pa­rte del ministro è stata tutto tranne che pra­tica ed effettiva: "Conosciamo il fenomen­o - ha detto Minniti - lo stiamo monitor­ando ma non presumia­mo che si siano radi­cate nel territorio Veneto organizzazioni malavitose". Parole al vento che dimostrano per l'e­nnesima volta come questo governo abbia preferito chiudere gli occhi rispetto a rimboccarsi le maniche ed agire in fretta.

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