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Calcioscommesse, coinvolti anche due ex Hellas

Calcioscommesse, coinvolti anche due ex Hellas

Calcioscommesse, coinvolti anche due ex Hellas

Per diciassette calciatori,alcuni ancora in attivit, sono scattate ordinanze di custodia cautelare

Inchiesta “Last bet”, atto secondo. L'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, che è vissuto per molti anni a Verona, è stato arrestato dalla Polizia nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse. 

Doni, cresciuto calcisticamente tra le fila del Crazy Colombo
, secondo l'accusa sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell'Atalanta del campionato di serie B dell'anno scorso. Doni è già stato sospeso per tre anni dalla giustizia sportiva dopo che la prima fase dell'indagine della procura di Cremona, a giugno scorso, aveva portato alla luce un suo coinvolgimento. 

Secondo l'accusa Doni deve andare in carcere perché, assieme a Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento di Cervia) e all'ex preparatore atletico del Ravenna, Nicola Santoni, sarebbe coinvolto nella combine di alcune partite del campionato scorso dell'Atalanta. Stando alle ricostruzioni delle forze di polizia, sarebbero diverse le partite alterate dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia nell'ambito dell'indagine sul calcioscommesse. All'inchiesta hanno partecipato anche le squadre mobili di Venezia, Bari e Lecce. Oltre a Doni, sono finiti in carcere perché coinvolti nella combine delle partite gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro). In manette anche altri due calciatori ancora in attività: Carlo Gervasoni del Piacenza (ex giocatore del Verona, attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia.

Sotto la lente della Procura è finita pure Chievo-Sampdoria 0-0 del 3 aprile 2011, che fece scattare a suo tempo una segnalazione preventiva ai Monopoli di Stato per un flusso anomalo di puntate prima ancora di essere disputata. Anche in questo caso nessun commento da parte dei vertici del club scaligero.  

Ma le indagini non si fermano a questo: l’inchiesta ha assunto un profilo internazionale. Sembra infatti che i giocatori e gli ex, secondo la ricostruzione degli inquirenti della procura di Cremona, sarebbero i referenti nel nostro paese dell'organizzazione, con il vertice a Singapore, dedita ad alterare i risultati delle partite. I quattro sarebbero stati corrotti per falsare i risultati degli incontri su cui l'organizzazione aveva scommesso forti somme di denaro.


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