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Cronaca Zai / Via Evangelista Torricelli

Corruzione. La Cad it avrebbe chiesto un aiuto anche per un appalto dell'Inps

L'azienda veronese è finita nella grande indagine sulle tangenti in politica per delle gare vinte con Poste, grazie all'aiuto di faccendieri ricompensati dietro false consulenze

C'è soprattutto Roma nell'operazione Labirinto della Guardia di Finanza che ha portato alla luce casi di corruzione e legami illeciti tra il mondo della politica e quello dell'imprenditoria. Al centro sempre i grandi appalti, che venivano vinti non dalle aziende migliori, ma da quelle che riuscivano a pagarsi una corsia preferenziale.

Ma questo scandalo riguarda anche Verona, con l'azienda Cad it di via Torricelli controllata dei finanzieri per degli appalti vinti con Poste, fruttati più di 30 milioni di euro. Per questo, il presidente e amministratore delegato di Cad it Giuseppe Dal Cortivo è finito agli arresti domiciliari.

La Cad it, secondo la ricostruzione dell'accusa riportata su L'Arena, avrebbe pagato quasi 800mila euro per delle consulenze fittizie. In realtà quei soldi sarebbero serviti per aiutare in maniera illecita la ditta veronese nell'aggiudicazione degli appalti con Poste.

Tra i facilitatori ci sarebbe il faccendiere Raffaele Pizza, fratello dell'ex sottosegretario nel governo Berlusconi Giuseppe Pizza. Raffaele Pizza sfruttava le sue conoscenze in ambito politico per favorire le aziende che pagavano. E in un'intercettazione telefonica Pizza, a proposito della Cad it, ha detto di avergli sempre dato una grande mano e di essere molto amico dei proprietari. Sempre in quell'intercettazione telefonica si scopre che l'azienda veronese si era rivolta proprio a Raffaele Pizza chiedendo una mano per un'altra gara, da 180 milioni di euro per l'Inps.

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