Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Via Catullo

Vede i carabinieri e cerca di allontanarsi col furgone: fermato, nascondeva cocaina

I militari hanno notato il veicolo in via Catullo, a Bussolengo, mentre si allontanava repentinamente nel pomeriggio di domenica e lo hanno fermato. Oltre allo stupefacente, è stato trovato del denaro di cui il giovane non ha saputo spiegare la provenienza

I carabinieri con il materiale sequestrato

Il suo tentativo di allontanarsi non è sfuggito agli occhi dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda, che nel pomeriggio di domenica lo hanno tratto in arresto con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti: si tratta di E.J.A., 26enne di origini marocchine e residente nella provincia di Verona, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

Il tutto si sarebbe svolto lungo via Catullo, a Bussolengo, quando il giovane avrebbe cercato di andarsene repentinamente con il proprio furgoncino, dopo aver visto la pattuglia dei militari. Un comportamento sospetto che avrebbe attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, le quali lo hanno dunque fermato e sottoposto a controllo. Sospetti che sarebbero aumentati durante le verifiche, durante le quali E.J.A avrebbe continuato a guardare nervosamente il veicolo: è scaturita così la perquisizione del mezzo e del 26enne, che avrebbe confermato le sensazioni dei militari permettendo di rinvenire 12 dosi di cocaina confezionate con il cellophane, per un totale di 6 grammi, e 420 euro di cui lo straniero non ha saputo spiegare la provenienza, ritenuti pertano il frutto dell'attività illecita. Droga e denaro sono stati dunque sequestrati, mentre l'uomo è stato dichiarato in arresto e accompagnato negli uffici della Compagnia di Peschiera del Garda per la redazione degli atti. 

Il Pubblico Ministero di turno alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, informato dell’arresto ha disposto che il giovane venisse condotto nella sua abitazione a Sona per permanervi agli arresti domiciliari, fino alla celebrazione del processo per direttissima fissato per le 11 di lunedì. Dopo la convalida del provvedimento, il rito si è concluso con l’accoglimento della richiesta dei termini a difesa avanzata dal legale ed il conseguente rinvio dell’udienza al mese successivo. E.J.A. è stato quindi rimesso in libertà ma con l’obbligo, come misura cautelare, di presentazione alla polizia giudiziaria.

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