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Buco Tari. PD: "I servizi sono a rischio". Paloschi: "Nessun allarmismo"

Sono quasi sette i milioni di euro ancora da riscuotere sulla tassa dei rifiuti. Per il Partito Democratico ci sono delle responsabilità politiche. Per l'assessore ai tributi è una situazione fisiologica

Un buco profondo quasi sette milioni di euro, quello che riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti a Verona. Un buco che la Solori, ditta con l'incarico dal Comune di riscuotere i tributi, vuole ricoprire al più presto facendo pagare chi ancora non ha pagato e gli insolventi sono per la maggior parte attività economiche.

Il problema ha però un risvolto politico per il Partito Democratico: "Per legge - scrivono i consiglieri comunali Michele Bertucco e Fabio Segattini - il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, finanziato attraverso la Tari, deve chiudere in pareggio. Va da sé, dunque, che il buco economico che si è aperto negli ultimi anni e che soltanto oggi emerge in tutta la sua gravità sta già andando sul conto dei contribuenti più fedeli, puntuali e corretti. In assenza di interventi puntuali e di un'azione di monitoraggio costante, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente nei prossimi anni. In gioco non c’è la polemichetta tra Solori ed Equitalia, ma la tenuta dei servizi comunali dal momento che gli stessi problemi, in forme più o meno gravi, si ritrovano anche negli altri campi di intervento, dagli asili nido alle mense. Ben vengano quindi i confronti con le categorie per individuare tutte le misure necessarie al sostegno delle attività in sofferenza, tuttavia è doveroso anche accertare le responsabilità politiche e amministrative di chi doveva monitorare ed intervenire e non l’ha fatto". 

A stretto giro replica l'assessore ai tributi Luigi Paloschi che spiega: "Un mancato pagamento del 15% è assolutamente fisiologico ed in linea con quanto registrato nei maggiori Comuni del Nord. Il Comune di Verona non presenta nessuna particolare problematica, se non una situazione di mancati versamenti assolutamente nella norma, che non condiziona in alcun modo la gestione dell’Ente e dei suoi servizi".

"Non va dimenticato - conclude Paloschi - che allo scadere dei primi avvisi di pagamento l’85 per centro dei contribuenti veronesi paga subito, rimanendo assolutamente in regola con quanto richiesto dal Comune. Nessun allarmismo quindi, solo una puntuale analisi dei dati per l’anno 2015 che ci conferma la positiva gestione di Solori nell’ambito della riscossione locale dei tributi. La vera penalizzazione economica ci viene dai vincoli d’accantonamento imposti dallo Stato. La nostra situazione finanziaria è virtuosa, con un fondo cassa ed un avanzo di bilancio ricchi di risorse disponibili che per obblighi di legge non possono essere utilizzati".

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