Bozza del nuovo Dpcm: le regole in campo per il nuovo "lockdown" cui manca solo il nome

Bar, ristoranti rischiano la chiusura al pubblico dalle 18, mentre si preannuncia lo stop a teatri, cinema, parchi divertimento, e sugli spostamenti c'è una «forte raccomandazione»

Il premier Giuseppe Conte

Il governo nella giornata di sabato 24 ottobre ha già divulgato una bozza del nuovo Dpcm, sul quale però le trattative in particolare con i governatori delle Regioni hanno subito una prima battuta d'arresto. I nuovi provvedimenti parrebbero dimenticare del tutto le promesse fatte dal premier Conte: «Eviteremo un nuovo lockdown», aveva detto il presidente del Consiglio. Ora, è chiaro che non basta non utilizzare questo vocabolo per farlo. Quando a maggio e giugno si iniziarono a riaprire le attività, si scelse di affidarsi a dei protocolli e delle linee guida. Oggi la ratio dovrebbe essere che chi non li rispetta chiude, ma che senso ha pretendere da attività che si sono organizzate e hanno fatto investimenti per adeguarsi ai protocolli che da un giorno all'altro si fermino del tutto? Dov'è finita quella che il premier Conte aveva quattro mesi fa definito la strategia dei "rubinetti"?

Regioni contro il Dpcm, la lettera con le richieste: «Chiusura ristoranti alle 23, cinema, teatri, piscine e palestre aperti»

Monitoreremo la situazione e dove vi saranno insorgenze di focolai opereremo chiusure chirurgiche, si disse al tempo. Oggi nella bozza nel nuovo Dpcm si leggono chiusure su scala esclusivamente nazionale riguardanti interi settori, a fronte peraltro di annunci circa il rafforzamento del sistema sanitario nazionale nei mesi estivi che non hanno rispettato i programmi messi a punto dallo Stato: delle 3.500 terapie intensive in più a livello nazionale ne sarebbero state realizzate meno della metà e con grandi diversità tra le varie Regioni. Il Veneto in questo sarebbe una delle più virtuose. E allora se vi sono diversità "strutturali" tra Regioni a livello sanitario, quale è il senso di restrizioni su scala nazionale dal momento in cui, a differenza di marzo quando si voleva impedire che il virus passasse dal nord al centro-sud Italia, oggi ormai il Sars-CoV-2 circola e "convive" (lui sì) al nostro fianco da Aosta a Reggio Calabria?

Le forti raccomandazioni su mascherine e spostamenti

Non si tratta di un divieto e, quindi, nemmeno è ben chiaro cosa succeda se uno non la rispetti, certo è che il segnale mandato dalla «forte raccomandazione» sui movimenti personali è piuttosto netto: limitarsi agli spostamenti necessari. Il governo nella bozza del Dpcm divulgata ieri e che potrebbe subire variazioni importanti prima di entrare in vigore, scrive: «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune».

Oltre a ciò, nella bozza del Dpcm si legge che «è fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

Obbligo di esporrre cartello capienza per tutti i locali

In base alla bozza del nuovo Dpcm in discussione per tutti i locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali, varrà «l'obbligo di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti». Resterebbero aperti, a patto di rispettare i protocolli, gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio così come quelli inerenti i servizi alla persona (parrucchieri, estetiste, etc.), previo accertamento da parte delle Regioni della «compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori».

Orari nei bar, ristoranti e locali

È uno dei punti più delicati, quello che va a toccare direttamente milioni di vite, imprenditori e famiglie. La bozza del nuovo Dpcm prevederebbe che «le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze». Oggetto di discussione è l'orario di apertura al pubblico nei locali solo con posti a sedere fino alle 20, ma le Regioni chiedono anche oltre.

Chiusi teatri, cinema e sale giochi

La bozza del nuovo Dpcm prevede che siano «sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò», ma anche che siano «sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto». Di fatto, teatri e cinema, tra i luoghi dove i protocolli finora sono stati maggiormente applicati, si troverebbero nuovamente ad essere chiusi senza che "dati epidemiologici" siano stati illustrati quali motivazioni reali di una simile decisione.

Chiudono i parchi divertimento

La bozza del Dpcm confermerebbe poi il divieto per feste, sagre, oltre alla sospensione dell'attività nelle sale da ballo o discoteche, sia al chiuso che all'aperto. Resterebbero invece «consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale». Risulterebbero inoltre «sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento». La bozza del Dpcm specifica inoltre che sarebbe «consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza». 

Chiusura piscine e palestre

La bozza del Dpcm prevederebbe che vengano «sospese le attività di palestre, piscine, impianti nei comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport».

Restano aperti i musei

La bozza del nuovo Dpcm disporrebbe che «il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l'anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro».

Scuola: per le superiori DAD al 75%

La bozza del Dpcm in discussione dispone che «l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza», ma anche che «le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75 per cento delle attività , modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». La richiesta delle Regioni è che si arrivi al 100% e con riguardo anche alle università, oltre che per le scuole superiori.

Sospesi i concorsi pubblici e privati

La bozza del nuovo Dpcm prevede che sia «sospeso lo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in maniera telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di poter procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile».

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