Cronaca Borgo Venezia / Via Villa Cozza

Botte e insulti per anni a moglie e figlio, poi se la prende con genitori e fratello

I carabinieri lo hanno arrestato giovedì per maltrattamenti, dopo che il "suo" ragazzo ha trovato il coraggio di denunciare una situazione iniziata nel 2009

I carabinieri della stazione di Verona sono intervenuti nel pomeriggio di giovedì, per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di C.M., veronese classe 1975, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia. 
Spesso ubriaco e fuori controllo, C.M. per anni ha maltrattato moglie e figlio con insulti e violente aggressioni, tanto che i due sono dovuti andare via di casa nel 2009, sfiniti da una situazione diventata oramai insostenibile ma che erano costretti a subire. Il veronese allora è tornato ad abitare con genitori e fratello, che ben presto sono diventati le sue nuove vittime, tra insulti e botte che hanno fatto piombare i familiari in un vero incubo. Ci sono voluti anni perché il figlio di C.M. trovasse la forza e il coraggio per denunciare il padre alle forze dell'ordine: da lì poi ha preso il via un percorso d'assistenza, con il supporto anche degli uomini dell'Arma, con l'obiettivo di mettere fine a quelle angoscie. 
Il veronese attualmente si trova in carcere, dal momento che solo in questo modo i suoi familiari posso sperare di avere una vita normale. 

Spesso il problema di chi vive queste situazioni - fanno sapere i carabibieri di Verona - sta proprio nella difficoltà a denunciare i fatti alle forze dell’ordine, per vergogna, per paura di ritorsioni, e per il legame affettivo che si ha con l’aggressore. La difficoltà nel trovare la forza di denunciare il proprio marito, il figlio, il padre o il fratello, tende a soffocare questi tormenti, a tenerli nascosti e continuare a subirli. Diventa più facile continuare a soffrire in silenzio rispetto che iniziare un procedimento penale per rivendicare la propria libertà. Ricordiamo l’esistenza dei centri di supporto per chi è vittima di maltrattamenti in famiglia, ma anche di atti persecutori e stalking.

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