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Incendi in Veneto, Bottacin: «Marzo impegnativo. La pioggia prevista ci aiuterà»

«Abbiamo dovuto spegnere ben 48 roghi, di cui 16 hanno richiesto l'intervento degli elicotteri regionali», ha spiegato l'assessore regionale alla protezione civile

Questa mattina, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha aggiornato i veneti su Covid-19 ed emergenza Ucraina. Al termine del suo intervento, però, è stato fornito anche un bilancio sugli incendi boschivi che hanno interessato il Veneto in questo mese di marzo. A parlare è stato l'assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, che ha esordito coi ringraziamenti: «Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato in questo mese di marzo, che si è rivelato particolarmente impegnativo perché abbiamo dovuto spegnere ben 48 incendi, di cui 16 hanno richiesto l’intervento degli elicotteri regionali. Ringrazio la struttura della Regione del Veneto che, dal 2000, ha la competenza sugli incendi boschivi. Un grazie di cuore va ai direttori regionali delle operazioni di spegnimento (Dos), alla struttura regionale della protezione civile, quindi a tutte le maestranze dei forestali regionali e dei volontari della protezione civile, che sono ventimila in Veneto, circa un migliaio specializzati negli incendi boschivi e che intervengono in maniera tempestiva: sono i primi ad arrivare sul posto e gli ultimi ad andarsene. Ringrazio anche i vigili del fuoco con cui collaboriamo in piena sinergia e integrazione attraverso una convenzione stipulata nel 2018».

L'assessore Bottacin ha informato sui tre incendi che erano attivi ieri sera: quello in zona di Soffranco, nel Longaronese (Belluno), attivo da una settimana; quello nella zona tra Recoaro e Valdagno (Vicenza); e quello a Foza, nell'Altopiano di Asiago (Vicenza). «Questa mattina - ha spiegato Bottacin - risulta spento quello tra Recoaro e Valdagno, che ora è in fase di bonifica. Spento e in fase di bonifica anche quello sull'Altopiano di Asiago. Qualche focolaio risulta attivo ancora a Soffranco, nel Bellunese, dove sono intervenute due squadre dei volontari della protezione civile, specializzati negli antincendi boschivi, col supporto dei vigili del fuoco, due elicotteri della Regione e un canadair. Domani dovrebbe cominciare a piovere e questo ci aiuterà a spegnere gli ultimi focolai».

Incendi Veneto 1981-2020-2

Gianpaolo Bottacin ha poi snocciolato i numeri degli incendi degli ultimi quarant’anni. «Se vogliamo stilare una classifica degli incendi peggiori rilevati in Veneto negli ultimi quarant’anni - ha detto - possiamo ricordare il 1983 come l’anno peggiore per l’estensione degli incendi (ben 3.853 ettari bruciati) e il 1990 come l’anno peggiore per il numero degli incendi (272). Ora, marzo è stato certamente impegnativo, ma se guardiamo indietro rileviamo che, negli ultimi venti anni, abbiamo avuto una riduzione degli incendi boschivi che vale più del 50% come numero degli incendi e più del 60% come estensione media delle aree bruciate, passando da 8 ettari a 3,6 ettari: numeri che parlano chiaro e che dimostrano quanto sia importante e fondamentale il Piano regionale su prevenzione e azioni in termini di incendi. Per prevenire gli incendi boschivi, infine, va detto che ciascuno di noi può e deve fare la propria parte, in termini di prevenzione e senso civico. Cerchiamo di evitare di accendere fuochi al di fuori delle aree attrezzate, di parcheggiare l’auto sopra l’erba e foglie secche, di gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi accesi e di dar fuoco a residui vegetali o forestali. L’ambiente è di tutti ed è importante che ci impegniamo per la sua sostenibilità e salvaguardia, anche e soprattutto per i nostri ragazzi: cerchiamo di essere per loro un buon esempio e lavoriamo per lasciare a loro un territorio più sano».

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