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Bomba a Equitalia, l'attacco non è ancora stato rivendicato

Il secondo ordigno è rimasto inespoloso e si trova ora nelle mani della polizia scientifica che lo sta esaminando alla ricerca di collegamenti con gli attentatori che non hanno rivendicato il gesto

Iniziano ad affiorare i primi particolari sull'ordigno fatto esplodere davanti alla sede di Equitalia di via Giolfino nella notte. 

Sul caso sta indagando la Questura di Verona, in particolare si sono messe in moto la squadra della Digos e della scientifica. La bomba esplosa non sembra aver causato danni particolari, a parte una porta di vetro frantumata. Il secondo ordigno invece, rimasto inesploso, è ora nella mani delle forze dell'ordine che lo stanno esaminando in cerca di indizi. 

Dai primi accertamenti pare comunque che si tratti di un congegno artigianale, non certamente costruito da un professionista. Sulla sua effettiva pericolosità si attende la fine degli esami del caso, ma dalle prime indiscrezioni pare che avesse la potenza necessaria per procurare seri danni ad una persona che si trovasse nelle vicinanze, ma difficilmente avrebbe potuto ucciderla.

Si attendono sviluppi anche sulle ipotesi e possibili rivendicazioni, le indagini sono ancora nella fase preliminare e gli agenti stanno ancora raccogliendo tutti gli indizi necessari.  

BOMBE CONTRO LA SEDE VERONESE DI EQUITALIA

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